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«Modena è la mia nuova sfida»

«Modena è la mia nuova sfida»

Il neocomandante: «Da allievo ho avuto poco tempo per conoscere la città»

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«La passione per il volo l’ho mantenuta solo che l’ho applicata in maniera diversa».

Sorride il generale Stefano Mannino, 52 anni, mentre tutto intorno a lui, nei saloni dell’Accademia, la piccola folla di invitati lo aspetta per stringergli la mano. Per lui è un po’ un ritorno, visto che a Modena è arrivato come cadetto. In tasca aveva il diploma di perito in Costruzioni aeronautiche, conseguito a all’istituto tecnico industriale di Pisa e davanti una passione totalizzante per la vita militare.

«All’epoca - racconta - il comandante dell’Accademia era il generale Nino Brugnola, mentre il responsabile diretto era il tenente Tota che poi è diventato il comandante di questo istituto pochi anni fa. Devo dire che tra impegni di studio, addestramento e il resto di tempo per conoscere la città ce n’era veramente poco. Il secondo anno come cadetto ero istruttore e anche questo è servito molto per formarmi».

Un bilancio?

«Un’esperienza con il segno più davanti, lo dico davvero. Modena mi è piaciuta anche se il nostro mondo, presi com’eravamo, era l’Accademia, punto e basta».

Poi c’è stata la Folgore, la brigata dei paracadutisti.

«Sì, ho unito l’amore per il volo alla carriera militare vera e propria in cui ho percorso tutti i gradini con vari incarichi, sino alle operazioni speciali con il Gruppo Ricognizione e Acquisizione Obbiettivi».

Nostalgia?

«Sono stati ventotto anni di incarichi operativi, a tutti i livelli, molto intensi. Ora sono qui in Accademia, orgoglioso di questo incarico e felice di essere a Modena. Una città che imparerò a conoscere nei suoi vari aspetti. Da quando ero allievo a oggi molte cose sono cambiate, si sono stretti nuovi rapporti tra la città e l’Accademia Militare».

Per la seconda volta c’è un paracadutista alla guida dell’istituto che forma gli ufficiali dell’esercito italiano.

«Sì, e non sono l’unico paracadutista alla guida di una scuola militare. È così anche per la scuola sottufficiali e per chi forma i volontari. Con gli incarichi all’estero e nelle operazioni di peace keeping i militari in servizio hanno bisogno di una formazione che potenzi il livello operativo».

Ce la farà a fare qualche giorno di vacanza ?

«Ho chiesto e ottenuto di anticipare di qualche settimana il comando per essere vicino dal primo giorno alla selezione dei cadetti, scegliendoli e valutandoli uno a uno quando inizieranno la prima fase di inquadramento». (s.c.)

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