ZOCCA
Richetti e i tagli ai vitalizi alla festa del Pd
di Federico Covili
ZOCCA. Quasi 200 partecipanti hanno ascoltato e posto domande al parlamentare modenese Matteo Richetti portavoce del partito alla festa del Pd a Montembraro. «Sono giacenti a Roma – ha esordito...
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ZOCCA. Quasi 200 partecipanti hanno ascoltato e posto domande al parlamentare modenese Matteo Richetti portavoce del partito alla festa del Pd a Montembraro. «Sono giacenti a Roma – ha esordito Richetti – circa 140/150 richieste di partecipazione alle feste di tutta Italia. Quando è arrivata la richiesta di Zocca il mio assistente non era molto convinto. Ma io ho insistito perché una persona non deve mai dimenticare dove affondano i suoi piedi. Non deve mai togliere alla politica la dimensione dell’incontro con le persone». Al centro del dibattito non poteva mancare la legge approvata nei giorni scorsi per l’abolizione del vitalizio agli ex parlamentari, presentata proprio dal deputato modenese. «Sono state giornate non facili – ha spiegato Richetti – perché ho ricevuto molti attacchi, anche da colleghi. Questa legge non vuole inseguire il populismo ma è un semplice atto di giustizia verso i cittadini. E non è certo una vittoria del Movimento 5 Stelle, che non è stato in grado di presentare un provvedimento di questo tipo: le leggi non basta annunciarle, bisogna saperle scrivere». Ma la discussione ha toccato anche altri aspetti, come il libro “Harambee!”, scritto da Richetti per raccontare come nasce la sua passione politica: «Scrivere – ha raccontato il deputato modenese – è stato un modo per mettere ordine nella mia vita. Era un momento in cui troppo spesso mi chiedevo se davvero ne valeva la pena, e spesso mi rispondevo di no. Stavano accadendo delle cose che mi facevano male. Harambee significa la necessità di spingere tutti insieme nella stessa direzione per il bene di tutti, una cosa che manca molto alla politica italiana. L’interesse particolare non può e non deve prevalere sul generale». Richetti ha poi parlato anche della situazione del Paese e del Pd: «Non si tratta di vedere il bicchiere mezzo pieno, c’è ancora molto da fare, ma l’Italia che 5 anni fa era nel fosso, con la troika fuori dall’uscio, si sta rimettendo in carreggiata. C’è un’economia che si sta muovendo, basti pensare agli 840.000 nuovi posti di lavoro. E non capisco chi ci accusa di non essere di sinistra: se il motto dell’Ulivo era “pagare meno e pagare tutti”, noi stiamo andando proprio in questa direzione».
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