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«Via Morane è un’opportunità per tutti»

«Via Morane è un’opportunità per tutti»

L’assessore Vandelli: «La povertà non si sconfigge, ma negando la possibilità della casa si arretra»

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«So cosa sia la povertà. Sono nata in una famiglia povera, la povertà del ‘900: mio padre operaio, mia madre casalinga. Nove figli. Mio padre ha provato a salire la scala, diventare artigiano, non è stato un successo. Ma ha sempre lavorato moltissimo». Con uno sfogo affidato al suo profilo Facebook, l’assessore comunale alla Pianificazione territoriale Anna Maria Vandelli torna sulla questione dei 550 nuovi alloggi previsti tra via Morane e la tangenziale, a Vaciglio, dopo l'infuocata assemblea di lunedì scorso: «Abbiamo lottato - continua l’assessore - siamo diventati grandi e tutti noi fratelli abbiamo preso strade diverse, siamo andati avanti con le nostre gambe, e io, lavorando e studiando, mi sono laureata. Se tutto questo è stato possibile è anche perché lo Stato, attraverso la Gescal (che oggi non c’è più), ci ha dato la possibilità di abitare nel 1969 in una grande casa in via Morane, adeguata al numero di figli e che, attraverso il riscatto, abbiamo acquistato: cifre modiche, inferiori di molto a un contratto di locazione, ma impegnative per la mia famiglia, che abbiamo pagato grazie ad una gestione responsabile della mia mamma, che non ha mai fatto vacanze o comprato cose per sé. Oggi non ci sono più quelle politiche, quello che possiamo fare come Comune non ha la stessa potenza nel contrasto alla povertà e per favorire la crescita sociale. Mancano soldi pubblici per nuove case popolari - incalza l’assessore - e politiche verso il riscatto proprio non sono in agenda. Quelle per l’affitto a basso costo o a prezzo più calmierato sono le uniche politiche che possiamo mettere in campo come Comune. Quindi via Morane non è per i poveri, ma forse qualche famiglia che non può comprare potrà affittare una casa bella e spendere poco per il riscaldamento perché in classe A4, e avere qualche opportunità in più. Due giovani che vanno a vivere insieme, una giovane coppia, due sorelle anziane. Non sono politiche per i poveri, i poveri oggi sono tanti e faticano a pagare 120 euro al mese (e stiamo lavorando anche su questo) .Quando sento tanto livore verso i poveri - continua la titolare dell'Urbanistica - sento che si sta negando la possibilità a tante ‘me’ di avere la mie stesse possibilità, sento che dal 1969 a oggi non abbiamo fatto passi in avanti, anzi, abbiamo di più e siamo meno generosi. Non li vogliamo vicini, meglio ancora non li vogliamo proprio vedere. Quando sono andata ad abitare in via Morane non ho sentito che chi c’era prima non mi volesse lì. So bene che le ragioni per non volere nuova edificazione sono anche altre, ma ciò che era più palpabile lunedì sera era la paura della povertà, di chi arriva e crea problemi: io ho provato il dolore della povertà, e neppure di quelle più gravi, per fortuna. Ho ricevuto tanto e so che devo restituire ad altri. La povertà forse non si può sconfiggere, ma certamente ridurre - conclude la Vandelli - mentre negando opportunità si nega un futuro migliore, e una comunità può solo peggiorare». (l.g.)

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