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I detenuti firmano sul futuro dei magistrati

I detenuti firmano sul futuro dei magistrati

Avvocati in carcere per raccogliere adesioni alla proposta di legge per separare i pm da chi giudica

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I Penalisti Modenesi e i componenti dell'Osservatorio Nazionale Carcere dell'Unione delle Camere Penali Italiane, saranno presenti al Carcere di Modena sabato per raccogliere le adesioni dei detenuti. La Camera Penale di Modena “Perroux” aderisce al Comitato per la separazione delle carriere della magistratura, con una serie di iniziative che si protraggono da maggio. Nei mesi scorsi sono stati circa 2.200 i cittadini che hanno sottoscritto la proposta in Provincia di Modena.

Nel corso di questo fine settimana gli Avvocati Penalisti saranno presenti nella mattinata di sabato 5 agosto presso la Casa Circondariale di Modena, dove raccoglieranno le adesioni dei detenuti alla proposta di riforma della Costituzione. Chiedere a un carcerato la firma per un referendum che riguarda i giudici e i pm può apparire qualcosa di bizzarro ma in realtà è una prassi ormai consolidata e fondata. «Non siamo gli unici in Italia a entrare in carcere per raccogliere firme – spiega l’avvocato Roberto Ricco della direzione modenese – la raccolta firme è in corso anche nelle carceri di altre città. I detenuti sono persone che, salvo specifici casi di condanna, godono dei diritti civili e quindi possono firmare. Questa iniziativa è nata con L’Osservatorio nazionale per le carcerario dell’Unione camere penali e in passato era già stato un cavallo di battaglia del Partito radicale».

Come spiega la Camera Penale modenese, “si tratta di una occasione di assoluta importanza: dopo che tanti cittadini di tutte le estrazioni hanno sottoscritto tale proposta, i Penalisti hanno deciso di accendere i riflettori sulla realtà carceraria, offrendo alle tante persone che stanno espiando la propria pena, la possibilità di partecipare attivamente a questo importante percorso di riforma che vuole vedere finalmente un giudice terzo indispensabile al fine di realizzare un processo equo, una giustizia migliore e un carcere più giusto. Anche i detenuti potranno dunque aderire alla iniziativa, apartitica e condotta a livello nazionale, che ha già raggiunto la soglia minima di 50.000 adesioni in tutta Italia, coinvolgendo i Cittadini in questa importante battaglia di civiltà che servirà a riequilibrare il sistema giudiziario, concedendo a tutte e due le parti del processo penale (l’accusa e la difesa) le stesse opportunità di partenza nel dimostrare le proprie tesi. (c.g.)

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