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Il fuoco si mangia un crinale Paura, case evacuate e 40 vigili

di Daniele Montanari
Il fuoco si mangia un crinale Paura, case evacuate e 40 vigili

Il fuoco è divampato per tutta la giornata tra Lama Mocogno e Montecreto puntando su Valdalbero I pompieri al lavoro anche durante la notte. Chiusa la Sp 40. Intervento di un Canadair e un elicottero

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LAMA MOCOGNO. L’ondata di secco e di caldo infernale dell’estate 2017 ha portato all’Appennino il più grave incendio degli ultimi vent’anni, che ha cambiato per sempre il profilo di uno dei suoi angoli incantevoli, distruggendo anche una storica abetaia.

La stima è ancora in divenire, ma si parla di 30 ettari di terreno andati in fiamme, tra bosco e campi coltivati con i vari balloni di fieno ancora fermi in campagna che hanno dato ulteriore potenza alle fiamme. È successo a Valdalbero, frazione di Lama Mocogno lungo la strada provinciale a pochi metri dal ponte di Strettara e dal torrente Scoltenna. Proprio da qui è partito tutto, in un’area ancora del territorio di Montecreto ai lati di via Gavazzina ma ai margini anche della strada provinciale, un paio di chilometri sopra il ponte verso Lama. C’è stato un preambolo a notte fonda, verso le 2, quando si è levato l’allarme per un incendio boschivo (cause ancora da stabilire) che ha portato circa nella stessa zona i vigili del fuoco di Pavullo: un ettaro di superficie, con ultimi focolai spenti verso le 5. Quattro ore dopo, verso le 9, un nuovo allarme sempre ai lati della strada provinciale, dove ha cominciato ad alzarsi un insidiosissimo vento. Può essere stata una recrudescenza dell’incendio notturno o un nuovo principio, e il vento ha fatto il resto. Fatto sta che nella sponda della vallata che sale dallo Scoltenna le fiamme hanno rapidamente avvolto l’ultimo tratto di Montecreto e imperversato poi nel territorio di Lama fino a raggiungere Valdalbero. Dove lo scenario è stato terrificante, con fiamme capaci di arrivare fino a dieci metri dalle case, nella parte bassa del paese. Sul posto le prime squadre dei vigili del fuoco, assieme ai carabinieri della Compagnia di Pavullo (sul posto anche il capitano Puccinelli e il maresciallo di Lama), hanno subito fatto evacuare l’abitato (una decina di persone, tra 4-5 case a fine giornata), riuscendo a salvare le abitazioni mentre accadeva l’impensabile: verso le 10 le fiamme grazie al vento hanno “saltato” la sp 40 arrivando nella parte alta di Valdalbero, lambendo altre case e distruggendo una stalla e una legnaia. Gli stessi pompieri hanno rischiato di venire travolti dalle fiamme con i mezzi sulla strada. Poi il fuoco è andato sempre più su fino a Pian di Guberno e rischiando di arrivare fino a Sassostorno. La mobilitazione è stata eccezionale: 40 vigili del fuoco da tutta la provincia, ma anche da Bologna, Reggio, Forlì e dal Ferrarese, più l'elicottero e il Canadair da Genova. Che è stato decisivo nel pomeriggio con i suoi continui pescaggi dal lago Lavino, vicino al Mugello. Verso le 16 infatti il primo fronte d'incendio, quello basso, per un altro cambio di vento ne ha aperto un terzo scendendo ai lati dello Scoltenna fino a Casa Campano, dove un altro caseggiato si è trovato circondato da fiamme alte 30 metri che hanno distrutto l'abetaia. Il cambio di fronte ha messo in serio pericolo anche i vigili del fuoco impegnati nell'area, che si sono trovati a operare in temperature estreme di 60-70 gradi. A quel punto il Canadair si è concentrato lì con gli scarichi e ha permesso di salvare case e tutto. Un'ora dopo la situazione poteva ritenersi finalmente sotto controllo, dopo nove ore di lotta.

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