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Siccità, il Panaro è ormai in secca Moria di pescia e scarichi abusivi

di Marco Pederzoli
Siccità, il Panaro è ormai in secca Moria di pescia e scarichi abusivi

Tra San Cesario e Spilamberto il letto del fiume è praticamente rimasto senza’acqua Piccinini e Sola denunciano sversamenti illegali e i gravissimi danni alla fauna ittica

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SAN CESARIO. La siccità picchia forte anche in Panaro, tanto che il letto del fiume si presenta ormai completamente secco, con conseguente moria di pesci e non solo. Dai gruppi di opposizione di San Cesario, in particolare delle liste “Nuovo San Cesario” di Sabina Piccinini e “Idee in movimento” di Francesco Sola, si levano proteste su come gli organi preposti gestiscono questa emergenza e si denunciano anche scarichi inquinanti. In particolare la Piccinini, con una lettera inviata al sindaco di San Cesario e all’Arpae di Modena, ha segnalato sversamenti in Panaro nel tratto compreso fra il ponte-guado per I'attraversamento dei camion di ghiaia e il punto di scarico delle acque reflue produttive della ditta Far Pro. “La sottoscritta – scrive tra l’altro la consigliera – ha riscontrato la presenza di chiazze di colore rosso marrone fortemente maleodoranti, con odore di liquido ematico, Ietali per i pochi pesci rimasti. Mi preme sottolineare come poco più a valle il fiume alimenti la falda, l'acqua del Panaro si mescola con quella da cui pescano i pozzi Hera che alimentano gli acquedotti del nostro Comune, di Modena, Castelnuovo e Castelvetro. Ai fini dell'espletamento del mandato elettivo, sono a richiedere l'effettuazione di un controllo da parte dei tecnici Arpae presso il sito oggetto del possibile inquinamento”. Il consigliere Francesco Sola del gruppo consigliare "Idee in movimento", invece, denuncia in particolare la grande moria di pesce in Panaro e rileva: “Fino a qualche anno fa, con la Provincia nel pieno dei suoi poteri, Modena era un esempio nella gestione delle acque pubbliche in Emilia Romagna. Nonostante la carenza di risorse, Modena riusciva comunque a finanziarsi col contributo ittiogenico chiesto ai pescatori. Attraverso il Nutim (Nucleo tutela ittica Modena), formato da professionisti, dipendenti e volontari regolarmente assicurati, si riuscivano a contrastare i problemi di siccità con importanti recuperi di fauna ittica, rilasciata poi in zone più idonee. Addirittura si era creato un progetto triennale, poi decaduto con la soppressione della Provincia. Quindi, a distanza di anni, che risposta ha dato la Regione? Sono questi i risultati? Capiamo le esigenze dell’agricoltura, con prelievi idrici molto consistenti, ma attraverso un piano di prelievi concordato si possono comunque fare entrambe le cose. Se questo è il risultato - conclude il consigliere Sola - i pescatori e tutti i cittadini a cui stanno a cuore i problemi ambientali, faranno sempre di tutto per contrastare questo silenzio degli organi preposti”.

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