Tutti via da Valdalbero: «Le fiamme nei cortili»
Terrore nella frazione: i residenti hanno tentato di arginare il rogo con le gomme «Nell’aria fuliggine rovente. Grazie a chi ha salvato il borgo e le nostre abitazioni»
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LAMA MOCOGNO. Il fuoco a dieci metri da casa, al punto da annerire la porta d’ingresso. Si sono trovati questo di fronte ieri mattina all’improvviso gli abitanti di Valdalbero, frazioncina di Lama Mocogno che ha un nome da paradiso e invece dalle 10 si è trovata in mezzo all’inferno. «Ero appena andata a dare da bere ai gatti – racconta Isella Pattarozzi – quando ho cominciato ad avvertire un forte odor di fumo. E poi sempre più caldo: sono uscita fuori che le scodelle erano già secche. Avevo il fuoco dietro casa: era arrivato qui in alto a Pian di Guberno saltando la strada, una cosa incredibile». Nella parte alta dell’incendio anche Bruno Poggioli: «Stava arrivando alla mia piccola stalla – racconta – ma con la gomma ci sono arrivato subito e son stato lì finché non l’ho spento, anche se da lontano mi urlavano: “Vai via che ti intossichi!”. Ho però perso tutte le mie piante da frutto, un centinaio, divorate dalle fiamme. Ma è andata peggio a mio fratello Umberto, 88 anni: la sua stalla è stata distrutta, con tutta la legna». Con la casa assediata, ma dall’altra parte della provinciale (per il fronte basso dell’incendio), anche la signora Giuliana Romagnoli: «Le fiamme in cortile praticamente, mamma mia, una cosa una cosa...» dice con la voce rotta dall’emozione mentre ancora ringrazia i vigili del fuoco. «Ho preso la gomma e ho cercato di difendere casa mia come potevo, finché praticamente non mi hanno portato via. Un disastro: nell’aria volava della fuliggine incendiata». «Ho visto tutto il fumo venire verso casa nostra – ricorda Simona Magnani – poi sono arrivati subito i carabinieri e ci hanno detto di uscire. Davvero un inferno e non si fermava, tanto che verso mezzogiorno abbiamo visto intervenire anche l’elicottero».
A dare una mano anche l’ex maresciallo dei carabinieri, ora in pensione, Giovanni De Felice: «Ci siamo aiutati tutti tra vicini – sottolinea – anche nell’attivare le pompe dell’acqua, di fronte a una situazione davvero di pericolo. Un grande ringraziamento anche a tutti gli agricoltori che si sono attivati con le loro botti subito nell’emergenza».
«Il nostro piccolo e incantevole borgo di Valdalbero ha rischiato di essere avvolto dalle fiamme – rimarca Paolo Focherini Coizzi – ma grazie all’intervento di tante persone, e ai rischi che hanno corso a partire dai pompieri, è passata anche questa». «Adesso però si apre tutto il fronte della bonifica – ricorda Umberto Ferrari, volontario della protezione civile di Pavullo arrivato da Montecenere – e non sarà una cosa breve». (dm)
A dare una mano anche l’ex maresciallo dei carabinieri, ora in pensione, Giovanni De Felice: «Ci siamo aiutati tutti tra vicini – sottolinea – anche nell’attivare le pompe dell’acqua, di fronte a una situazione davvero di pericolo. Un grande ringraziamento anche a tutti gli agricoltori che si sono attivati con le loro botti subito nell’emergenza».
«Il nostro piccolo e incantevole borgo di Valdalbero ha rischiato di essere avvolto dalle fiamme – rimarca Paolo Focherini Coizzi – ma grazie all’intervento di tante persone, e ai rischi che hanno corso a partire dai pompieri, è passata anche questa». «Adesso però si apre tutto il fronte della bonifica – ricorda Umberto Ferrari, volontario della protezione civile di Pavullo arrivato da Montecenere – e non sarà una cosa breve». (dm)
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