«Agricoltura, cali del 20% per latte e vino»
Allarme Confagricoltura: «Clima arido nuova realtà, installare impianti per usi mirati d’acqua»
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«Nella produzione del latte per il Parmigiano Reggiano il calo è del 15-20%. Per pomodoro e vite si temono problemi seri e la frutta in crisi anche per la cimice asiatica».
È un panorama a tinte fosche quello ipotizza Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura Modena che presenta alcune stime per la produzione agricola della provincia modenese.
«La siccità - dice in una nota - è ormai un dato con cui tutti, gli agricoltori in primis, dobbiamo fare i conti. Finora abbiamo fatto fronte grazie al lavoro positivo dei Consorzi di bonifica che funzionano e stanno lavorando al meglio per sopperire alle richieste d’acqua. Ma le prossime settimane sono a forte rischio: non si vedono all’orizzonte piogge, sia in pianura che in Appennino, la situazione è destinata a peggiorare, anche sotto il profilo degli incendi»
«In questi giorni - continua - mi sento spesso con colleghi molto preoccupati e la situazione peggiora di ora in ora. La zootecnia da Parmigiano Reggiano è in grave crisi: il calo produttivo del latte è del 15-20%, ma un ulteriore 10% di animali accusano problemi, dovuti al caldo record e così pure nel settore suinicolo. Per le pere la frutticultura siamo in grande affanno. Si salva chi, nel tempo, ha fatto investimenti all’avanguardia nel campo dell’irrigazione. È sempre più necessario, per non dire indispensabile affrontare questo clima estremo con investimenti nella cosiddetta agricoltura di precisione per l’uso mirato dell’acqua».
«Nelle vigne – aggiunge – si teme per la scottatura degli acini, e comunque per l’uva serve acqua che va inevitabilmente a calare. Le colture dei pomodori sono in affanno e il caldo rischia di bruciare gli ortaggi. Per la barbabietola da zucchero i tuberi si stanno seccando nelle campagne. Infine la frutticultura patisce più del solito i danni della cimice asiatica, un parassita che già da anni flagella la nostra provincia; con il caldo la situazione è peggiorata».
«Più si prosegue con questo clima estremo - conclude Bergamaschi chiedendo fondi - e non più eccezionale e più ci si deve orientare verso un’agricoltura sempre più specializzata e tecnologica. Gli agricoltori dovranno fare innovazioni importanti e ovviamente molto costose. Per questo è necessario un piano di politiche di aiuti, sia a livello locale che nazionale».
È un panorama a tinte fosche quello ipotizza Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura Modena che presenta alcune stime per la produzione agricola della provincia modenese.
«La siccità - dice in una nota - è ormai un dato con cui tutti, gli agricoltori in primis, dobbiamo fare i conti. Finora abbiamo fatto fronte grazie al lavoro positivo dei Consorzi di bonifica che funzionano e stanno lavorando al meglio per sopperire alle richieste d’acqua. Ma le prossime settimane sono a forte rischio: non si vedono all’orizzonte piogge, sia in pianura che in Appennino, la situazione è destinata a peggiorare, anche sotto il profilo degli incendi»
«In questi giorni - continua - mi sento spesso con colleghi molto preoccupati e la situazione peggiora di ora in ora. La zootecnia da Parmigiano Reggiano è in grave crisi: il calo produttivo del latte è del 15-20%, ma un ulteriore 10% di animali accusano problemi, dovuti al caldo record e così pure nel settore suinicolo. Per le pere la frutticultura siamo in grande affanno. Si salva chi, nel tempo, ha fatto investimenti all’avanguardia nel campo dell’irrigazione. È sempre più necessario, per non dire indispensabile affrontare questo clima estremo con investimenti nella cosiddetta agricoltura di precisione per l’uso mirato dell’acqua».
«Nelle vigne – aggiunge – si teme per la scottatura degli acini, e comunque per l’uva serve acqua che va inevitabilmente a calare. Le colture dei pomodori sono in affanno e il caldo rischia di bruciare gli ortaggi. Per la barbabietola da zucchero i tuberi si stanno seccando nelle campagne. Infine la frutticultura patisce più del solito i danni della cimice asiatica, un parassita che già da anni flagella la nostra provincia; con il caldo la situazione è peggiorata».
«Più si prosegue con questo clima estremo - conclude Bergamaschi chiedendo fondi - e non più eccezionale e più ci si deve orientare verso un’agricoltura sempre più specializzata e tecnologica. Gli agricoltori dovranno fare innovazioni importanti e ovviamente molto costose. Per questo è necessario un piano di politiche di aiuti, sia a livello locale che nazionale».
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