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Fauna selvatica stremata Milani: «Subito un piano»

Cuccioli di cerbiatto disidratati e tanti volatili contaminati da acque putride Il presidente del Pettirosso si appella ad associazioni e istituzioni per salvarli

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Cuccioli di capriolo disidratati, animali selvatici in preda a dissenteria o altre malattie, fagiani e aironi che bevono da acque putride ce portano salmonella. Anche gli animali del nostro territorio soffrono la grande calura ma pochi se ne accorgono. Lo ricorda Pietro Milano del centro Il Pettirosso che racconta cosa significa aiutare la fauna selvatica che soffre.

«L’Italia brucia - scrive Milani - e dove non brucia lucifero miete vittime già da mesi con una siccità mai vista, da qui gli appelli di calamità giustificati delle associazioni di categoria di agricoltori ed allevatori. Ma se tutto ciò capita negli allevamenti figuriamoci cosa sta capitando in modo come sempre silenzioso alla nostra fauna selvatica».

Ricci, tartarughe di cui oramai si trova solo il carapace scoiattoli e altri animali sono costretti a vagare in pieno giorno in cerca di nuovi punti di riferimento dove vi sia una goccia d’acqua e così spesso e volentieri vengono trovati disidratati dalle persone che chiedono aiuto al Pettirosso.

« Ma non ci si ferma qui le poche pozze d’acqua iniziate a diventare putride sviluppano microrganismi a volte fatali per aironi, germani, fagiani e tanti altri animali che si trovano costretti ad abbeverarsi in queste forami diventate fonti di salmonelle e botulino e così gli interventi e gli ingressi al Centro il Pettirosso si moltiplicano».

Si aggiungono i caprioli che, non potendo attingere per abbeverarsi da pozzi o acquedotti, si trovano disidratati e i piccoli sono quelli che ne soffrono di più. I volontari del Pettirosso riscontrano nelle mamme che dovrebbero allattare un calo di latte e così i cuccioli più piccoli sono destinati a soccombere se non si riesce a soccorrerli in tempo.

« Spesso gli adulti che si abbeverano in acque putride vengono sopraffatti da violente dissenterie che non fanno altro che aumentare la disidratazione, fino al sopraggiungere della morte, ma facilmente salvati dai volontari del pettirosso quando vengono segnalati».

Commenta Milani: «A questi figli di un dio minore nessuno pensa se non per scopi meno nobili. Serve tutta la sensibilità di tutte le categorie ambientaliste animaliste e venatorie nonché quella delle istituzioni per vedere come aiutare la nostra fauna visto il sopraggiungere la nuova stagione di caccia, per aiutare questi animali stremati dal questa pazza ed anomala estate».

Il Centro Pettirosso ha sospeso le liberazione di centinaia di animali già pronti per non far si che gli animali rilasciati soffrano la siccità.

«Mi aspetto - conclude Milani - che di fronte a queste emergenze tutti possiamo confrontarsi in tempi brevi con fatti e non con le solite parole per aiutare questo patrimonio faunistico di inestimabile valore».

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