Hera e la gestione rifiuti: la stangata dell’Antitrust
di Carlo Gregori
Il Garante accusa: «Troppe proroghe di Atersir per il nuovo piano regionale avvantaggiano il colosso locale, subito gara con massimo numero di soggetti»
3 MINUTI DI LETTURA
«L’Autorità Garante della Concorrenza, ritenendo che la perdurante situazione di diffusa irregolarità degli affidamenti di servizi di gestione dei rifiuti urbani in gran parte del territorio dell’Emilia-Romagna impedisca il necessario confronto concorrenziale per l’esercizio dei servizi pubblici, auspica che questi ultimi vengano rapidamente affidati mediante l’espletamento di procedure ad evidenza pubblica aperte al maggior numero di soggetti possibile e nel rispetto dei principi concorrenziali della normativa nazionale e comunitaria». Dopo le segnalazioni di Raffaele Cantone, ora tocca al presidente dell’Antitrust stangare la Regione e Atersir (l’agenzia territoriale regionale) per le eccessive proroghe a vantaggio di colossi locali come Hera e Iren nelle gare per la gestione rifiuti.
Troppe inadempienze e lungaggini nell’adozione del nuovo piano – scrive Giovanni Pitruzzella – stanno creando gravi irregolarità e distorsioni del regime di concorrenza mentre Hera e Iren operano di fatto in un regime di proroga. È il nucleo del rapporto appena pubblicato dall'Antitrust dopo una segnalazione partita l’anno scorso da Modena su possibili problemi di legittimità dell’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna e in particolare nella nostra provincia. Al termine dell’indagine, l’Antitrust ora rileva alcune criticità derivanti dall’attuale organizzazione del servizio di gestione dei rifiuti urbani sull’intero territorio regionale e modenese.
Non è la prima volta che il Garante si sofferma su quanto avviene nella nostra provincia e in regione. Nella segnalazione del maggio 2016, l’Antitrust aveva rilevato come alcuni bacini territoriali non fossero operativi e aveva sollecitato Atersir ad avvalersi delle disposizioni regionali del 2015 «per completare rapidamente il processo di istituzione dei bacini territoriali, per espletare le procedure per la selezione dei gestori d’ambito nel più breve tempo possibile». E sottolineava come il blocco delle gare e il ricorso a continue proroghe dei contratti fosse in contrasto con i principi basilari della concorrenza.
Oggi, un anno dopo, tutto è di fatto rimasto invariato. Si legge nel report: «Le previsioni fornite sulle tempistiche di indizione delle procedure di gara ad evidenza pubblica per i nuovi affidamenti si estendono per un periodo di tempo ancora molto lungo, che va dalla fine dell’estate del corrente anno 2017 a tutto il prossimo anno 2018». In questa situazione, «i soggetti attualmente affidatari dei servizi in gran parte del territorio regionale - per lo più afferenti ai due grandi gruppi societari multiutility Hera e Iren - operano da lungo tempo in regime di proroga di fatto a fronte di convenzioni scadute».
Segue il giudizio severo verso Hera e Iren: «Non si può giustificare tale ulteriore protrarsi delle proroghe di fatto in capo ai gestori - i quali potrebbero avere incentivi opposti rispetto al celere espletamento di procedure di gara – con eventuali difficoltà operative connesse al procedimento».
La conclusione è che la situazione ormai è di perdurante irregolarità e ne fa le spese la concorrenza stessa, che di fatto ora non esiste. La soluzione, dice, è avviare procedure aperte al maggior numero possibile di soggetti. Regione e Atersir devono comunicare all’Antitrust in 45 giorni che iniziative prenderanno per assicurare una corretta concorrenza.
Su Hera e sulla sua controllata, pochi giorni fa anche l'Autorità Anti Corruzione aveva segnalato «molteplici criticità». Segnalandole alla Procura di Bologna, Raffaele Cantone ha evidenziato «violazioni del Codice dei contratti, con affidamenti non improntati ai principi di libera concorrenza, non discriminazione e trasparenza, ma anche un prolungarsi del regime di proroga delle convenzioni di affidamento».
Troppe inadempienze e lungaggini nell’adozione del nuovo piano – scrive Giovanni Pitruzzella – stanno creando gravi irregolarità e distorsioni del regime di concorrenza mentre Hera e Iren operano di fatto in un regime di proroga. È il nucleo del rapporto appena pubblicato dall'Antitrust dopo una segnalazione partita l’anno scorso da Modena su possibili problemi di legittimità dell’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna e in particolare nella nostra provincia. Al termine dell’indagine, l’Antitrust ora rileva alcune criticità derivanti dall’attuale organizzazione del servizio di gestione dei rifiuti urbani sull’intero territorio regionale e modenese.
Non è la prima volta che il Garante si sofferma su quanto avviene nella nostra provincia e in regione. Nella segnalazione del maggio 2016, l’Antitrust aveva rilevato come alcuni bacini territoriali non fossero operativi e aveva sollecitato Atersir ad avvalersi delle disposizioni regionali del 2015 «per completare rapidamente il processo di istituzione dei bacini territoriali, per espletare le procedure per la selezione dei gestori d’ambito nel più breve tempo possibile». E sottolineava come il blocco delle gare e il ricorso a continue proroghe dei contratti fosse in contrasto con i principi basilari della concorrenza.
Oggi, un anno dopo, tutto è di fatto rimasto invariato. Si legge nel report: «Le previsioni fornite sulle tempistiche di indizione delle procedure di gara ad evidenza pubblica per i nuovi affidamenti si estendono per un periodo di tempo ancora molto lungo, che va dalla fine dell’estate del corrente anno 2017 a tutto il prossimo anno 2018». In questa situazione, «i soggetti attualmente affidatari dei servizi in gran parte del territorio regionale - per lo più afferenti ai due grandi gruppi societari multiutility Hera e Iren - operano da lungo tempo in regime di proroga di fatto a fronte di convenzioni scadute».
Segue il giudizio severo verso Hera e Iren: «Non si può giustificare tale ulteriore protrarsi delle proroghe di fatto in capo ai gestori - i quali potrebbero avere incentivi opposti rispetto al celere espletamento di procedure di gara – con eventuali difficoltà operative connesse al procedimento».
La conclusione è che la situazione ormai è di perdurante irregolarità e ne fa le spese la concorrenza stessa, che di fatto ora non esiste. La soluzione, dice, è avviare procedure aperte al maggior numero possibile di soggetti. Regione e Atersir devono comunicare all’Antitrust in 45 giorni che iniziative prenderanno per assicurare una corretta concorrenza.
Su Hera e sulla sua controllata, pochi giorni fa anche l'Autorità Anti Corruzione aveva segnalato «molteplici criticità». Segnalandole alla Procura di Bologna, Raffaele Cantone ha evidenziato «violazioni del Codice dei contratti, con affidamenti non improntati ai principi di libera concorrenza, non discriminazione e trasparenza, ma anche un prolungarsi del regime di proroga delle convenzioni di affidamento».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
