a valdalbero
La lunga notte degli sfollati tra paura e nuovi focolai
LAMA MOCOGNO. Dopo una giornata infernale come quella di mercoledì, con il fuoco arrivato a pochi metri da casa, la notte non poteva essere tranquilla. E non lo è stata affatto per la decina di...
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LAMA MOCOGNO. Dopo una giornata infernale come quella di mercoledì, con il fuoco arrivato a pochi metri da casa, la notte non poteva essere tranquilla. E non lo è stata affatto per la decina di sfollati che a Valdalbero hanno trovato posto da amici e famigliari. Perché lo choc di quanto vissuto è stato troppo forte. Ma anche perché, con il vento che ha continuato a soffiare, verso le 3 la già flebile quiete è stata stravolta da particelle di fuliggine che sono riuscite ancora a fare paura, riavvicinando le fiamme. È successo a Isella Pattarozzi che, non riuscendo a dormire, era uscita per tornare a vedere come andava nella sua casa che era stata interessata dal fronte alto dell’incendio, quello di Pian di Guberno: «Sto fuori un po’ – racconta – e a un certo punto non vedo che della fuliggine mi torna a incendiare le foglie alte della pianta dietro casa? Mamma mia, ho pensato, qua allora non ha fine... Erano le 3.20: ho chiamato subito i pompieri che hanno spento in un attimo, ma la paura è tornata». Ha dormito pochissimo anche Bruno Poggioli, che abita nella casa giusto dietro, dove ieri girava ancora per il cortile con un secchio d’acqua per spegnere i piccoli focolai che di volta in volta si levavano. Ed è rimasto di pietra quando verso mezzogiorno si è tornato a levare da lontano del fumo denso nella zona dove è partito tutto, giù ai lati del torrente Scoltenna: «Ho dei boschi anch’io in quella zona – spiega – va a finire che mi prendon fuoco anche quelli». Sa però di averla messa bene alla fine, perché l’unica cosa veramente importante, la casa, è riuscita a salvarla, ed anche la stalla a differenza di suo fratello Umberto, 88 anni, che l’ha persa. Tutti, dopo la lunga notte di vigilanza, alle 8 hanno ricevuto la comunicazione che potevano tornare nelle loro abitazioni, e che la parentesi da sfollati era finita. La stessa sp 40 è stata completamente aperta al transito, sinonimo di una situazione avviata comunque a tornare alla normalità. O perlomeno sostanzialmente sotto controllo, perché avendo visto cos’è stato capace di fare il vento in un amen, al primo alito l’angoscia torna. E chissà per quanto lo farà. (dm)
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