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La musica è terapia contro la droga: il rap in comunità

di Martina Stocco
La musica è terapia contro la droga: il rap in comunità

L’esperienza del gruppo La Torre che segue i minori con problemi di stupefacenti: «Aiuta ad esprimersi meglio»

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La musica come strumento d’inclusione, la musica come canale d’espressione. È ciò che è emerso dal progetto musicale della comunità terapeutica La Torre, del gruppo Ceis. Il laboratorio in note, svolto da diversi ragazzi, ospiti della struttura legata alla tossicodipendenza, ha portato i suoi frutti. Quali? Primo fra tutti la registrazione, proprio in questi giorni, di brani rap scritti dai giovani della comunità. Non solo: «Il laboratorio musicale ha permesso agli utenti de La Torre di scoprire che la propria voce, a seconda di come viene utilizzata, è uno strumento col quale ci si può esprimere - ha raccontato Paolo Dallari, operatore della comunità a capo del progetto di musicoterapia - e con esso si può addirittura giocare».

Il progetto è iniziato diversi mesi fa ed è stato pensato per i più giovani della comunità di via Poli. Come mai? «I minori fanno più fatica ad esprimersi rispetto agli adulti che hanno una maggior consapevolezza delle proprie capacità - ha illustrato Irene Guidetti, educatrice professionale - e attitudini. Così ci siamo chiesti: cos’è che può interessare ai giovani, agevolandone la relazione tra loro, durante i gruppi condotti dagli operatori della comunità? La musica è stata la risposta. Il giovedì è diventato così il giorno dedicato al laboratorio in questione: al mattino è condotto dall’operatore Paolo Dallari con lo studio e l’ascolto della musica, del suono nella sua struttura e della vocalizzazione, mentre il pomeriggio si va coi ragazzi a Bologna per concentrarci sulle sonorità rap. Questa seconda parte si concluderà a breve proprio con l’incisione di canzoni».

Dunque, iniziato come laboratorio di musica in generale, il progetto si è poi trasformato, ampliato e differenziato in generi musicali diversi. «Sì, inizialmente l’idea era di fare terapia attraverso la musica - ha spiegato Dallari - mi sarebbe piaciuto insegnare ai ragazzi a suonare uno strumento. Tuttavia, avendo riscontrato qualche difficoltà, in corso d’opera il laboratorio ha preso una piega differente. Abbiamo iniziato col karaoke e poi siamo passati all’ascolto di brani musicali: i giovani sono stati colpiti dalla voce di artisti come Luciano Pavarotti e Zucchero. Proprio lo studio della sonorità, della vocalizzazione nelle sue sfumature e dell’uso del diaframma, ha catturato l’interesse degli utenti. Mai mi sarei aspettato che si sarebbero appassionati così a generi di musica tanto distanti da quelli ascoltati fino a poco tempo fa».

«Inoltre, abbiamo notato come attraverso la musica anche i ragazzi più timidi, coloro che parlano sempre a bassa voce, sono riusciti ad emergere - ha aggiunto Guidetti - e a mettersi in gioco cantando addirittura davanti ad altre persone. Proprio tramite la musica sono riusciti ad esternare, in parte, le esperienze vissute riportandole nei testi delle canzoni che hanno scritto».

Ecco, ritorniamo per un momento all’ambito della musica rap. Da un interesse comune, appunto quello per le rime rap e hip-hop, alla registrazione di brani in uno studio di Bologna. Com’è stato possibile? «Ero a conoscenza di laboratori musicali già svolti in comunità educative di Bologna - ha risposto l’educatrice - e dell’esistenza di un progetto di riqualifica, basato sulla musica, nel quartiere San Donato. Così, in collaborazione con Arci Bologna, e in particolare con Manuel Simoncini, in arte “Kyodo”, anch’egli un educatore che faceva parte di un gruppo rap del capoluogo, abbiamo iniziato con le trasferte per il laboratorio musicale del giovedì pomeriggio». E per i ragazzi, protagonisti del progetto, che esperienza è stata? «Scrivere canzoni ci permette di raccontare ciò che abbiamo vissuto - hanno detto due ospiti della comunità - e sapere che saremmo andati a registrare i nostri brani è stata una bellissima sorpresa. Ci piacerebbe continuare, anche in futuro, col laboratorio musicale. La musica per noi è molto importante». All’interno della comunità terapeutica per tossicodipendenti sono attivi diversi laboratori creativi, non solo quello musicale. Lo scorso anno, ad esempio, c’era il laboratorio teatrale. I ragazzi che hanno partecipato al laboratorio di musica, fanno parte del "Blog", il modulo educativo-terapeutico residenziale destinato agli adolescenti che manifestano problematiche legate all’uso e abuso di sostanze stupefacenti.

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