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Modena Park, imbarazzo sui costi sanitari

di Luca Gardinale
Modena Park, imbarazzo sui costi sanitari

Petropulacos: «Agli organizzatori solo le spese della zona concerto». Ma la delibera dell’Ausl dice che i soldi erano il triplo

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«Ci sono spese direttamente riconducibili all‘assistenza sanitaria legata al concerto, che sono a carico dell’organizzazione del concerto stesso. Sono invece a carico del sistema sanitario modenese le spese non direttamente legate alle attività nell’area del concerto, riconducibili a tutto quanto messo in campo dalle aziende sanitarie per garantire sull’intero territorio presidi e servizi sia per le esigenze quotidiane sia per eventuali eventi imprevisti, anche gravi, che avrebbero richiesto interventi urgenti».

A dirlo è il direttore generale dell’assessorato regionale alla Sanità (ed ex dg del Policlinico di Modena) Licia Petropulacos, che interviene così sulla querelle relativa alle spese per il piano di soccorso sanitario del concerto di Vasco Rossi del 1 luglio scorso. Spese che, come confermato da una delibera firmata dal direttore generale dell’Ausl Massimo Annicchiarico lo scorso 25 luglio, ammontano complessivamente a 490.313 euro, dei quali soli 65mila sono stati ‘coperti’ dalla società organizzatrice, che, come spiega il documento, si è limitata «a considerare strettamente l’ambito dell’area del concerto». Numeri che lasciano un po’ perplessi, soprattutto alla luce della risposta scritta che a luglio, dopo il concerto, l’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi aveva dato a un’interrogazione della consigliera M5S Giulia Gibertoni, proprio a proposito della ripartizione delle spese per il piano sanitario del ‘Modena Park’: «In ossequio alla normativa nazionale e regionale - aveva detto l’assessore - i costi sono a carico dell’organizzatore». Parole che alla luce dei numeri forniti il 25 luglio dall’Ausl hanno portato la consigliera Gibertoni a chiedere un nuovo chiarimento, che oggi arriva dal direttore generale Petropulacos: «Non va dimenticato - spiega ancora l’ex dg del Policlinico - che il territorio modenese, a partire dalla viabilità e dall’organizzazione dei servizi pubblici, ha praticamente conosciuto una rivoluzione rispetto all’ordinarietà, un cambiamento nel quale i servizi sanitari e di emergenza sono stati comunque organizzati per garantire ogni tipo di intervento necessario. La suddivisione delle spese è frutto della collaborazione fra le amministrazioni coinvolte, collaborazione che ha portato all'organizzazione di un evento che si è dimostrata di grande efficacia». E se sull’organizzazione dell’evento in effetti non si può dire nulla, anche dopo la risposta della Petropulacos restano i dubbi sulle spese: i 65mila euro corrisposti dall’organizzazione, oltre a coprire appena il 13% delle spese totali sostenute dalla sanità modenese per il ‘Modena Park’, non coprono nemmeno i costi strettamente legati all’area del parco. La delibera dell’azienda modenese quantifica infatti in 228.169 euro il ‘subtotale area concerto’, che somma i 44.802 euro per l’organizzazione e il coordinamento ai 183.366 per i ‘posti medici avanzati e squadre sanitarie’. Secondo i numeri forniti dall’Ausl, dunque, il contributo dell’organizzazione copre appena il 28% delle spese sostenute per la sola area del parco. Al di là delle rassicurazioni della Regione, insomma, resta un dato: nonostante gli introiti del concertone, i costi sanitari del 'Modena Park' sono stati quasi interamente sostenuti dai modenesi...

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