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Striscione contro la leghista: denunciati

Striscione contro la leghista: denunciati

MIRANDOLA. Come era inevitabile, la politica e le sue contrapposizioni si sono avventurate così avanti che ora il pallino della complessa vertenza sugli “emoticon” è nelle mani della polizia. Glielo...

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MIRANDOLA. Come era inevitabile, la politica e le sue contrapposizioni si sono avventurate così avanti che ora il pallino della complessa vertenza sugli “emoticon” è nelle mani della polizia. Glielo ha consegnato ieri la stessa Francesca Guerzoni, il consigliere comunale che l’altra sera aveva pubblicato la foto delle persone presenti in consiglio comunale (attivisti dell’Anpi mirandolese), oscurandone i volti con le faccine dei famosi “emoticon”. Guerzoni ieri ha presentato una denuncia in Commissariato, contro ignoti.

Aveva scritto in quel contestato post su facebook, corredandolo della foto con le faccine, che in Consiglio erano arrivate le truppe rosse dell’Anpi, a sottolineare le maglie rosse indossate dagli attivisti. Dopo la reprimenda dell’Anpi, dopo le reprimende a ruota del presidente del Consiglio comunale, del Pd e altri, nella notte sono comparsi due striscioni all’imbocco di via Leopardi dove sono ospitati i sei profughi arrivati in città .

In via Statale-Leopardi, non dunque sotto casa della Guerzoni, come lei stessa ha smentito e come, stupidamente, qualcuno ha voluto far credere. Uno degli striscioni, in inglese dichiara un “benvenuti rifugiati”, mentre l’altro si rivolge alla Guerzoni “Te le diamo noi le truppe rosse”, con la sigla “Antifa”.

La collocazione dimostra quanto era evidente da giorni: e cioè che il vero tema della contesa sono i rifugiati, con le dissertazioni su fascismo e antifascismo (tra pastasciutta e faccine) a fare da contorno. «Mi sono espressa avvisando i mirandolesi dell’arrivo dei profughi, e questo deve avere dato fastidio, così come la mia posizione contraria. E questi provano ad associarmi ai fascisti. Ma sono daltonici: hanno confuso il verde con il nero...». Ieri in una nota, oltre ad imputare la situazione alla Guerzoni, il sindaco Benatti invita a riportare la discussione in Consiglio.



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