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Tragedia a Bomporto, muore asfissiato nella cisterna a 33 anni

di Valentina Corsini
Tragedia a Bomporto, muore asfissiato nella cisterna a 33 anni

Tragedia sul lavoro ieri a Bomporto: Roberto Baraldi di San Prospero stava pulendo dal vino un camion della ditta Bisi

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BOMPORTO. L’ennesimo, tragico ed inspiegabile infortunio sul lavoro che questa volta ha tolto la vita ad un giovane autotrasportatore.

Perché Roberto Baraldi di anni ne aveva solo 33, compiuti ai primi di giugno scorso. E ieri pomeriggio, a neanche due mesi dal suo compleanno, è morto in circostanze atroci proprio su quel luogo di lavoro di cui andava fiero. Roberto, originario di Mirandola ma residente a San Pietro in Elda di San Prospero, è deceduto per asfissia dentro la cisterna di un camion della ditta Autotrasporti Bisi di via Corni a Bomporto.

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Ed è proprio nella ditta che si è consumata la tragedia, nel capannone che si affaccia sul retro dell’azienda di cui il ragazzo era dipendente fin dal 2006.

A nulla sono valsi i tentativi di salvargli la vita da parte del personale medico di un’ambulanza e dell’elisoccorso prontamente intervenuti sul posto, una volta scattato l’allarme.

Roberto era già morto, nella cisterna che è diventata una prigione senza via d’uscita: il suo corpo è stato estratto esanime da due squadre dei vigili del fuoco di Modena. È spettato a loro il compito di adagiarlo sul piazzale interno e coprirlo con un lenzuolo bianco. Assurde le circostanze che hanno portato al decesso. Erano da poco passate le 16, infatti, quando Roberto ha fatto ritorno al deposito di via Corni a bordo del suo tir con la cisterna vuota.

Era appena stato a fare una consegna di vino. Così ha parcheggiato il camion, è sceso, e ha pensato di entrare all’interno della cisterna vuota probabilmente per pulirla dai residui di vino. Una decisione che gli è costata la vita. Perché dai primi accertamenti effettuati dalla Medicina del Lavoro (allertata dell’accaduto solo alle 18) il camionista pare non indossasse alcuna mascherina di protezione sul viso. Non solo, dentro alla cisterna è stata rinvenuta anche una sorta di “stufa”, che non avrebbe dovuto trovarsi lì.

Sta di fatto che Roberto se ne è andato così, nel modo peggiore: da solo, in un ambiente chiuso che gli ha tolto l’aria fino a causarne la terribile morte per asfissia.

In via Corni sono arrivati subito anche i carabinieri di Bomporto, raggiunti in seguito da un ufficiale di Modena. Spetterà, assieme alla Medicina Del Lavoro il compito di delineare l’esatta dinamica che ha portato all’assurdo decesso del 33enne. La salma si trova da ieri in medicina legale a Modena.

Sconvolti anche i titolari dell’azienda, i fratelli Bisi, che si sono precipitati in ditta appena appresa la terribile notizia.

Roberto lascia la famiglia e tanti amici che ora lo piangono, chiedendosi probabilmente il perché di una morte così assurda, inspiegabile, atroce. L’ennesimo infortunio sul lavoro, nonostante i tanti appelli dei sindacati sulla sicurezza, molti dei quali caduti nel vuoto. Ha tolto in un attimo vita, futuro e sogni ad un giovane lavoratore.

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