Gioco d’azzardo, la Corassori di Modena è un caso
di Luca Gardinale
Tutte le polisportive riducono, lì c’è addirittura una sala. L’assessore Bosi: «Ci vuole più coraggio, basta mezze misure»
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L’idea, per dirla con il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta, è quella di mettere le esigenze sociali davanti alle entrate, o almeno collocarle sullo stesso piano. Il problema è farlo, visto il bombardamento pubblicitario ben poco mitigato dal timido “gioca senza esagerare”. Il governo ci sta provando: con l’obiettivo di ridurre del 35% (in nove mesi) le oltre 400mila “macchinette” operative sul suolo italiano, da palazzo Chigi è partita una proposta “federalista” per regolamentare e riordinare il settore del gioco d’azzardo. In sostanza, la bozza depositata nei giorni scorsi in conferenza unificata prevede che siano gli enti locali a definire i criteri per la distribuzione dei punti vendita: nel mirino del governo c’è soprattutto la concentrazione eccessiva delle attività, tanto che il testo chiede proprio di evitare la creazione di aree in cui l’offerta di gioco sia «totalmente assente o eccessivamente concentrata». Se sarà approvata - il passaggio in Conferenza straordinaria è previsto il 7 settembre, mentre la trasformazione in decreto è fissata per il 31 ottobre - la proposta chiederà dunque ai Comuni di adottare «nei rispettivi piani urbanistici dei criteri che, tenendo conto anche della ubicazione degli investimenti esistenti, consentano una equilibrata distribuzione sul territorio». Per ora, l’assessore alla Legalità Andrea Bosi non sembra particolarmente entusiasta: «Aspetto la versione definitiva - commenta - che dovrà essere approvata a settembre, ma se le notizie che ci arrivano saranno confermate, non mi posso dire del tutto soddisfatto. Insomma, se quanto sta emergendo verrà confermato, posso dire che si sarebbe potuto fare decisamente di più. In Emilia e a Modena siamo già avanti - incalza l’assessore - rispetto ad alcune delle disposizioni che vengono proposte (ad esempio sulle distanze e sulle limitazioni orarie) e mi pare che certi interessi economici vengano eccessivamente tutelati. Ci vuole maggiore coraggio, e spero che ci sia ancora lo spazio per migliorare il testo. Le conseguenze legate al gioco d'azzardo - conclude Bosi - sono ben note a tutti e non è più il tempo per le mezze misure».
Nel frattempo nelle polisportive qualcuno le ha tolte da tempo, perché furti e un cambiamento radicale della frequentazione controbilanciavano abbondantemente l’aumento degli incassi. Qualcuno lo ha fatto più di recente, e non pare essersene pentito: fatto sta che, mentre la restrizione oraria imposta dal Comune alle ‘macchinette’ inizia a dare i suoi frutti, le polisportive modenesi stanno gradualmente rinunciando al gioco d’azzardo. Scelte importanti - dalla Gino Pini alla Gino Nasi, dal Torrazzo a Modena est - che riavvicinano le polisportive ai valori che hanno portato alla loro nascita, e che in effetti non sembravano troppo in sintonia con lo spirito dell’azzardo. Un’‘onda positiva’ che però non sembra ancora aver travolto la polivalente Corassori di via Newton, che con la sua sala bingo e le sue macchinette resta la polisportiva più ‘attrezzata’ sul territorio comunale dal punto di vista del gioco d’azzardo. Un’anomalia che non piace nemmeno al Pd: se finora era stato soprattutto il forzista Andrea Galli a sollevare il caso in Consiglio comunale, ora anche i democratici vogliono affrontare la questione, della quale probabilmente si tornerà a parlare nei prossimi mesi.
Nel frattempo nelle polisportive qualcuno le ha tolte da tempo, perché furti e un cambiamento radicale della frequentazione controbilanciavano abbondantemente l’aumento degli incassi. Qualcuno lo ha fatto più di recente, e non pare essersene pentito: fatto sta che, mentre la restrizione oraria imposta dal Comune alle ‘macchinette’ inizia a dare i suoi frutti, le polisportive modenesi stanno gradualmente rinunciando al gioco d’azzardo. Scelte importanti - dalla Gino Pini alla Gino Nasi, dal Torrazzo a Modena est - che riavvicinano le polisportive ai valori che hanno portato alla loro nascita, e che in effetti non sembravano troppo in sintonia con lo spirito dell’azzardo. Un’‘onda positiva’ che però non sembra ancora aver travolto la polivalente Corassori di via Newton, che con la sua sala bingo e le sue macchinette resta la polisportiva più ‘attrezzata’ sul territorio comunale dal punto di vista del gioco d’azzardo. Un’anomalia che non piace nemmeno al Pd: se finora era stato soprattutto il forzista Andrea Galli a sollevare il caso in Consiglio comunale, ora anche i democratici vogliono affrontare la questione, della quale probabilmente si tornerà a parlare nei prossimi mesi.
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