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I nuovi Harry Potter: arrivano a Modena le partite di quidditch

di Marco Costanzini

È pronta a nascere una squadra in città grazie ad un ragazzo di 16 anni, Giovanni Fontana: «Venite, cerchiamo giocatori»

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Dal mondo magico di Harry Potter a quello reale, dalle pagine dei romanzi di J.K. Rowling e dagli schermi cinematografici ad un campo vero e proprio. Presto, questa è la grande novità, anche a Modena. Il quidditch è pronto a sbarcare sotto la Ghirlandina grazie alla prima squadra ufficiale della nostra città. L’idea è venuta a Giovanni Fontana, un ragazzo di 16 anni che in poche settimane è riuscito a coinvolgere appassionati del gioco più amato da maghi e streghe. Non occorrono poteri soprannaturali come nella celebre scuola di Hogwarts, perché nella realtà il quidditch si è trasformato in quidditch “babbano” (muggle in inglese), uno sport che possono praticare anche gli umani, chiamati appunto “babbani” nella saga, senza volare su una scopa. Le scope, però, ci sono lo stesso, così come gli anelli, i bolidi, la pluffa e il boccino, che seppur senza ali è comunque difficile da acciuffare. «Poche settimane fa – racconta Giovanni – ho partecipato ad un camp a tema Harry Potter a Canazei con un giocatore della nazionale italiana di quidditch. Ovviamente conoscevo il gioco, ma praticarlo è stato ancora più bello e coinvolgente. Così mi sono detto: “perché non creare una squadra a Modena”?». Dall’idea si è presto passato ai fatti, grazie al contributo del bolognese Alberto Nicolini, responsabile del reparto espansione dell’Associazione italiana quidditch: «Ho ricevuto il suo appoggio e un aiuto concreto – continua Fontana. Il primo passo è stato creare volantini e anche la pagina Facebook “Modena Quidditch” per pubblicizzare la mia iniziativa, poi abbiamo iniziato a contattare le società sportive modenese per promuoverla. Per giocare basta avere compiuto 15 anni, nient’altro. Al momento siamo in cinque, presto ci incontreremo sperando di poter allestire la squadra entro settembre». Una squadra è infatti composta da sette membri, divisi tra portiere, cercatore, cacciatore e battitori, più un massimo di 21 riserve. Come nella versione di fantasia, maschi e femmine giocano insieme. Il sogno di Giovanni Fontana, insomma, presto diventerà realtà: «Non ho ancora voluto dare un nome alla squadra perché penso sia giusto deciderlo quando questa esisterà davvero». Il quidditch “babbano”, nato nel 2005 nel Middlebury College in Vermont, dal 2013 ha una sua associazione italiana e conta in tutto lo Stivale già una quindicina di squadre, che si sfidano in tornei ma anche in una vera e propria lega: è un mix tra rugby, dodgeball, calcio e “ce l’hai?”, con una palla da pallavolo (“pluffa”) che va tirato all’interno dei cerchi avversari per fare un gol da dieci punti, due palle da dodgeball (“bolidi”) da lanciare contro gli avversari per eliminarli momentaneamente dal gioco e il boccino d’oro, una sfera attaccata alla divisa di un atleta neutrale (“snitch runner”) che, se catturata, vale trenta punti e pone fine alla partita. Facile intuire dove si possa praticare questo sport: «In un campo da calcio – conclude Giovanni – o semplicemente nei prati di un parco. Speriamo di iniziare presto anche a Modena».

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