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Ipotesi: rendere pedonale la via Emilia a Modena

di Eleonora Degoli
Ipotesi: rendere pedonale la via Emilia a Modena

Modena. L’idea è di vietare i mezzi tra corso Duomo e Canalgrande. Galvani: «Molti commercianti d’accordo, aumentano i clienti»

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MODENA Centro storico e veicoli: la storia continua. Ogni volta che si parla del cuore di Modena e della viabilità, si tocca un tasto difficile. Non è stata una strada semplice ed esente da polemiche la pedonalizzazione di Piazza Roma, ad esempio. Poter fotografare il Palazzo Ducale senza il rischio di immortalare a che un autobus era un sogno di molti che aleggiava da molto tempo. Eppure l’area è diventata completamente pedonale solo quest’anno, forse per via della forte richiesta, forse per pietà dell’Accademia, che iniziava a soffrire delle continue vibrazioni date dal passaggio degli autobus.

Una polemica simile è stata sollevata anche per Corso Duomo, dove i fili del filobus tagliano la facciata ovest del Duomo. E non sono mancate le occasioni in cui il sito Unesco è stato fastidiosamente utilizzato come parcheggio da camion e furgoni. Ridisegnare la viabilità dei mezzi pubblici non è semplice, ma c’è chi non si scoraggia e spinge per trovare le soluzioni affinché il centro venga completamente pedonalizzato. «Con un centro storico dall’importanza economica ed artistica come il nostro, lasciare che transitino le auto e i mezzi pubblici è una violenza». A parlare è Fabio Galvani, commerciante e vicepresidente di Modenamoremio. Proprio con la società di promozione del centro storico, Galvani ha intenzione di mettere sul tavolo un progetto che restituisca ai pedoni e alle biciclette l’area da Corso Duomo a Corso Canalgrande. «Dovremmo poter vivere il centro in modo diverso. Ammirarlo con la lentezza di chi si muove a piedi e senza il timore di venire messi sotto da un’auto o da un mezzo pubblico». In effetti, durante i giorni di grande affluenza come il week end, i veicoli passano molto vicini ai pedoni e per le biciclette il passaggio è ancora più difficile. «A partire da settembre inizieremo a spingere su più fronti - continua Galvani - per cercare di muovere i primi passi verso una totale pedonalizzazione del centro. Moltissimi commercianti sono già d’accordo, perché è una bugia il fatto che la pedonalizzazione li danneggi. Il carico e lo scarico delle merci, basta che venga fatto entro le 10 del mattino ed il problema non sussiste. Ora che la Via Emilia è completamente bloccata a tutti i veicoli per via del restauro, ho visto più gente entrare in negozio. Non solo: il transito dei mezzi è una castrazione anche economica. Alcuni grandi marchi della moda permettono la vendita dei loro prodotti e l’apertura dei loro negozi soltanto in aree pedonali». Si tratta di non vedere nomi come Chanel, puntualizza Galvani, che prosegue: «Quando ho esposto questa idea al sindaco, lui mi è sembrato, e sottolineo che è stata una mia impressione, sulla posizione del “vorrei ma non posso”. Ancora non è stato mosso un passo nella definizione di un vero progetto». La storia della pedonalizzazione di alcune aree del centro insegna che le polemiche non sono mai mancate. Oltre a Piazza Roma, anche via Taglio ha eliminato i veicoli a fatica. Eppure ne ha tratto vantaggi in fatto di riqualificazione. «Vorremmo un centro aperto solo ai pedoni e alle biciclette. E alle ambulanze, nel caso di bisogno - chiosa lo stesso Galvani - Forse la parte più difficile sarà quella dei mezzi pubblici, ma vogliamo provarci. Tutte le più importanti città europee hanno il centro completamente pedonalizzato, è obsoleto continuare a mantenere il nostro così. I vantaggi sarebbero tanti, per tutti. Dal punto di vista del commercio e della sicurezza, perché spesso lo scippatore viaggia in motorino. Un’altra questione è quella dei parcheggi. Quelli esistenti vanno bene, ma alcuni rimangono quasi inutilizzati perché nessuno sa che sono comodi. Servirebbe una migliore comunicazione a riguardo».
 

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