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L’irrigazione è no stop per salvare i raccolti

di Valentina Corsini
L’irrigazione è no stop per salvare i raccolti

Il Consorzio di Burana sta garantendo i quantitavi necessari ma salgono i costi In anticipo la raccolta nei frutteti. «Ma solo metà giornata per il troppo caldo»

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La siccità e le roventi temperature degli ultimi tempi - con una media di 40 gradi all’ombra nelle ore più calde della giornata fino a più di 50 gradi sotto il sole - stanno seriamente compromettendo la maggior parte delle colture nelle campagne della nostra provincia. Come conferma Francesco Vincenzi, presidente di Coldiretti Modena e del Consorzio della Bonifica Burana, e titolare di un’azienda agricola di Cividale. «La siccità e le temperature altissime sono una grande problematica per le colture - afferma - perché le produzioni vengono stressate. Dopo due mesi sottoposte a più di 40 gradi le piante smettono di respirare. Quelle che ne risentono di più sono i frutteti, soprattutto le pere, i vigneti e le coltivazioni di pomodori. La soia e il sorgo, poi, come maturazione sono già avanti di 20 giorni. Si salva il mais, in quanto in parte è già stato trinciato e raccolto. Sarà purtroppo un’annata scarsa per il settore vinicolo, in termini di quantità, ma per fortuna non di qualità. Si sta poi accelerando al massimo la raccolta di alcune colture per non perderle, come le pere. Nella mia azienda già da 3 giorni abbiamo iniziato a raccoglierle. Provando a farlo solo nelle ore più fresche della giornata che, però, con queste temperature sono ridotte all’osso». Questa estate di caldo torrido ed eccezionale, in cui non piove ormai da mesi, ha costretto quindi gli addetti ai lavori all’irrigazione artificiale dei campi che, però, ha inevitabilmente comportato dei costi aggiuntivi. «Come Consorzio di Bonifica stiamo cercando di garantire il maggior afflusso possibile d’acqua - puntualizza Vincenzi - nella zona di Carpi e della Bassa gli impianti d’irrigazione attingono direttamente dal Po e l’apporto d’acqua è garantito. Mentre invece dalle parti di Nonantola e campagne limitrofe, attingendo dal Panaro che ha poca portata d’acqua, si registrano più difficoltà. L’irrigazione artificiale, però, comporta spese aggiuntive per gli agricoltori in termini di gasolio ed energia per far funzionare gli impianti. Ma è necessario farlo ininterrottamente per non perdere le colture. Sperando che la natura ritrovi presto il senno e le temperature si abbassino». «Il Consorzio della Bonifica Burana sta facendo un lavoro egregio non lasciandoci all’asciutto - conferma poi Gianfranco Corradi, vicepresidente di Confagricoltura Modena e anche lui titolare di un’azienda agricola della Bassa - dandoci la possibilità d’irrigare tramite canali ed impianti fissi. In tanti anni non ho mai registrato, però, temperature di 50 gradi al sole a metà pomeriggio che, se anche si irriga, asciugano all’istante il terreno. La produzione di pere, mais e cereali è ad altissimo rischio. E nella mia azienda la raccolta delle pere va a rilento. Perché con temperature così alte, per salvaguardare la salute del personale, si lavora solo il mattino... al pomeriggio diventerebbe pericoloso. Di solito sono ottimista, ma questa situazione è purtroppo da scenario apocalittico...».

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