Mangimi e semi sotto sequestro
Cavezzo. Cinque lavoratori in nero in un’azienda agricola condotta da un cinese
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CAVEZZO. Cinque lavoratori su sei clandestini e “in nero” e parecchi quintali di mangime di possibile provenienza cinese su cui verranno predisposti accertamenti, insieme a semi sulla cui origine poco o nulla si conosce.
Questo l’esito di un’attività di controllo in un’azienda agricola di Cavezzo, effettuato dalla Compagnia dei carabinieri di Carpi insieme all’Ispettorato del Lavoro, ai Nas e al Nucleo Antifrode di Parma, oltre alla Forestale di Modena.
Nel corso degli accertamenti la task force ha ritrovato granaglie, semi e mangime di provenienza incerta, quindi sospetta e forse pericolosa.
Gli accertamenti nell’azienda agricola, che ha anche un allevamento di bovini, sono stati effettuati nella giornata di giovedì.
Le violazioni contestate alla ditta sono state numerose. A partire dal fronte lavorativo: il titolare, un 39enne di origine cinese, aveva sei dipendenti cinque dei quali in nero, e di questi cinque uomini risultano clandestini sul territorio italiano. Vivevano tutti nell’azienda agricola assieme ai bovini di cui si occupavano e che seguivano assieme alle serre di ortaggi.
Da parte sono stati trovati i sacchi di semi e granaglie, destinati sia al terreno che agli animali.
Mancava completamente la tracciabilità, e non sapendo da dove provenisse il mangime insieme alle sementi, si è fatta strada l’ipotesi che alle preoccupazioni che arrivasse da Paesi che non rispettano la normativa europea sulla qualità del cibo, quindi potenzialmente pericolosi per la salute.
Il mangime è stato spedito all’ufficio Fitofarmaci della Regione dove verranno disposte ulteriori analisi per accertarne la composizione e la provenienza, al fine di verificare la possibilità che esistano eventuali pericoli.
Il 39enne cinese è stato denunciato e l’uomo è stato pure sanzionato con una maximulta.
Serena Arbizzi
Questo l’esito di un’attività di controllo in un’azienda agricola di Cavezzo, effettuato dalla Compagnia dei carabinieri di Carpi insieme all’Ispettorato del Lavoro, ai Nas e al Nucleo Antifrode di Parma, oltre alla Forestale di Modena.
Nel corso degli accertamenti la task force ha ritrovato granaglie, semi e mangime di provenienza incerta, quindi sospetta e forse pericolosa.
Gli accertamenti nell’azienda agricola, che ha anche un allevamento di bovini, sono stati effettuati nella giornata di giovedì.
Le violazioni contestate alla ditta sono state numerose. A partire dal fronte lavorativo: il titolare, un 39enne di origine cinese, aveva sei dipendenti cinque dei quali in nero, e di questi cinque uomini risultano clandestini sul territorio italiano. Vivevano tutti nell’azienda agricola assieme ai bovini di cui si occupavano e che seguivano assieme alle serre di ortaggi.
Da parte sono stati trovati i sacchi di semi e granaglie, destinati sia al terreno che agli animali.
Mancava completamente la tracciabilità, e non sapendo da dove provenisse il mangime insieme alle sementi, si è fatta strada l’ipotesi che alle preoccupazioni che arrivasse da Paesi che non rispettano la normativa europea sulla qualità del cibo, quindi potenzialmente pericolosi per la salute.
Il mangime è stato spedito all’ufficio Fitofarmaci della Regione dove verranno disposte ulteriori analisi per accertarne la composizione e la provenienza, al fine di verificare la possibilità che esistano eventuali pericoli.
Il 39enne cinese è stato denunciato e l’uomo è stato pure sanzionato con una maximulta.
Serena Arbizzi
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