Gazzetta di Modena

Modena

Pronto soccorso in diretta: «Ricoverato uno su tre»

di Saverio Cioce
Pronto soccorso in diretta: «Ricoverato uno su tre»

Il direttore Antonio Luciani: «Vengono da noi persone anziane in disidratazione oppure giovani che sono rimasti per tutta una giornata a prendere la tintarella»

3 MINUTI DI LETTURA





Se la resistenza al caldo africano è una guerra allora bisogna venire al Pronto Soccorso del Policlinico per vederne le conseguenze. Ma i primi a infondere fiducia sono proprio i medici a cui basta un colpo d’occhio per capire quello che sta succedendo.

«Colpi di sole? Anziani disidratati e in stato confusionale? Certo che ne arrivano, ma i numeri non sono allarmanti. Le campagne di prevenzione stanno funzionando anche se ovviamente ci sono sempre quelli che incorrono nei problemi più comuni e conosciuti». Chi parla è il dottor Antonio Luciani, responsabile del Pronto Soccorso del Policlinico, dal 2012 alla guida di uno dei reparti più esposti in prima linea, soprattutto quando ci sono emergenze di salute pubblica.

«Il caldo si sente - dice - e i pazienti fragili sono quelli più esposti. I primi per rischio, e anche numericamente, sono gli anziani che arrivano qui disidratati, quasi sempre. Il fatto è che mentre il nostro corpo reclama acqua per compensare le perdite dovute al sudore e al calore, negli anziani il bisogno di bere è molto attutito, o assente. Ci dicono che non hanno sete e per loro non c’è bisogno di prendere a intervalli regolari un tè, acqua minerale o altri liquidi; se non vivono in famiglia o non hanno nessuno che li accudisca restano a secco sino alle conseguenze peggiori. Ma a parte qualcuno che arriva disorientato per i colpi di calore l’altro paziente tipo è la ragazza che durante la gita domenicale al mare è rimasta a prendere la tintarella per tutto il giorno. E a sera le conseguenze si vedono e soprattutto si sentono. I rimedi? Principalmente idratazione, con flebo specifiche per abbassare la temperatura. Quanto ai ricoveri i numeri sono sempre modesti, tenuto conto delle temperature, e in linea con gli altri anni. Direi che su tre anziani che vengono al pronto soccorso solo un terzo ha bisogno di un ricovero; pochi per problemi da caldo. Credo che comunque per evitare complicazioni serva mantenere un rapporto stretto con il medico di famiglia: i 200 che operano in città sono in stretto contatto con noi, c’è un’ottima cooperazione con loro».

Resta comunque una fascia di potenziali vittime del super-caldo, ed è costituita dai cardiopatici, dai nefropatici e da tutti coloro che hanno problemi di pressione. «In questi casi non si ripete mai abbastanza di tenere controllata l’assunzione di farmaci, perché la loro concentrazione varia con un’intensa sudorazione o con la scarsa assunzione di liquida e quindi va rimodulata in accordo con il medico».

E i morti per il caldo eccezionale? Dal 2003 il ministero della Sanità chiede di tenere controllato l’andamento dei decessi rispetto alla media del periodo e che viene tabellata, settimana per settimana. Luglio e agosto, da questo punto di vista, sono in linea con i dati. Il balzo all’insù, con un deciso aumento superiore alla media, c’è stato nelle ultime tre settimane di giugno, quando il forte caldo colse tutti impreparati. I pazienti fragili, per l’appunto, non avevano tutti le valigie pronte per montagne e mare. I decessi furono rispettivamente 106, 111 e 109 contro una media settimanale attorno ai 95/96 casi.

Il Comune invece, nel coordinamento creato assieme all’Ausl, suo ha censito gli 8 mila anziani che devono restare sotto controllo, per problemi sociali o perché vivono soli. Il piano “Estate sicura” presentato a giugno prevedeva tra le altre cose di mettere a disposizione gli spazi comuni, tutti con l’aria condizionata, nei centri per anziani. Fino ad oggi nessuno è stato inserito per problemi di caldo in strutture dedicate agli anziani. E al tempo stesso sono stati incrementati i centri territoriali per gli anziani soli. E la spesa? I pasti? Quelli consegnati a domicilio sono una sessantina, sostanzialmente in media con quelli distribuiti durante l’anno.

Quanto al numero verde dedicato alle urgenze da caldo (800-493797) le chiamate sono state una decina, di cui una sola per un solo caso di malessere momentaneo.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google