Zocca, aggredita e accoltellata dall'ex davanti al figlio
Alessandro Turelli di Pievepelago ha ferito alla gola l’ex moglie Luisa Veronesi e colpito anche una 19enne. Lo ha bloccato un passante
ZOCCA. Forse è stata una lite degenerata tragicamente, forse un atto premeditato. Quello che è sicuro è che ci si trova ancora una volta davanti a un episodio di violenza sulle donne e che se non fosse stato per il coraggio e la prontezza di un passante, forse l’epilogo sarebbe più grave.
Nel primo pomeriggio di ieri Alessandro Turelli 50 anni, di Pievepelago, ha aggredito e ferito con un coltello l’ex moglie Luisa Veronesi 47enne davanti a casa, a Monteombraro, in via Montombraro 768. All’origine della lite con ogni probabilità la custodia del figlio della coppia, di 4 anni e mezzo.
Secondo le ricostruzioni Turelli aveva chiesto di poter avere il bambino per alcuni giorni, trovandosi di fronte al rifiuto della sua ex. Ieri si è quindi recato di persona a Monteombraro, accompagnato dalla sorella. La questione non è però stata risolta e l’uomo ha aggredito con un coltello a serramanico la ex moglie, provocando una profonda ferita alla giugulare. Ferita a una mano, in modo meno grave, anche Ke. G. 19ene fidanzata del figlio primogenito della donna, avuto da una precedente relazione.
Tutto questo sotto gli occhi del piccolo di 4 anni e mezzo. Provvidenziale l’arrivo di Stefan Binu, padre di famiglia originario della Romania e residente a Monteombraro che, mentre passava con la sua auto, ha notato il diverbio e il sangue che usciva dal collo della donna. Immediatamente si è fermato e ha prestato i primi soccorsi, tamponando il sangue con alcuni stracci che aveva in macchina. Accorgendosi poi che Turelli aveva messo in moto la macchina, ha avuto la prontezza di entrare nell’auto, spegnerla e togliere le chiavi, evitando così la possibile fuga dell’aggressore.
Sul posto l’Avap di Zocca e l’elisoccorso di Pavullo che ha trasportato Luisa Veronesi all’ospedale Maggiore di Bologna. Intanto sono intervenuti anche i Carabinieri di Zocca che hanno cercato di ricostruire l’accaduto, trovandosi di fronte una situazione molto delicata: da un lato i familiari della vittima sconvolti per l’accaduto, dall’altro l’aggressore che, con aria apparentemente tranquilla, si rifiutava di collaborare anche solo per il ritrovamento dell’arma da taglio, inizialmente identificata con un cutter. L’arma era in realtà un coltello portatile ritrovato dal nucleo dei Norm di Pavullo, dopo alcune ricerche, nell’auto di Turelli. Luisa Veronesi è stata sottoposta ad un piccolo intervento e non si trova in pericolo di vita. La fidanzata del figlio è stata medicata presso il pronto soccorso di Vignola. Alessandro Turelli è stato invece arrestato dai carabinieri e si trova già da ora nel carcere Sant’Anna di Modena, con l’accusa di tentato omicidio. Già in passato c’erano state liti anche molto forti tra i due e l’affidamento del bambino era stato regolato da precise norme del tribunale. Nulla lasciava però pensare a un epilogo di questo tipo. Turelli, secondo quanto riferiscono di alcuni vicini di casa di Pievepelago, ultimamente si era chiuso molto e la separazione con la ex moglie e la lontananza dal figlio avevano provocato in lui un forte senso di disagio.
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