Gazzetta di Modena

Modena

«Ha preso il bimbo e poi lo ha legato»

di Federico Covili
«Ha preso il bimbo e poi lo ha legato»

Zocca. Il padre di Luisa Veronesi, accoltellata dall’ex, racconta il dramma. La donna operata, è fuori pericolo

3 MINUTI DI LETTURA





ZOCCA. Regnano ancora rabbia e sgomento, a Zocca, a un giorno dalla tragica aggressione di ieri l’altro, quando Alessandro Turelli ha colpito con un coltello l’ex moglie Luisa Veronesi, ferendola alla gola.

«Ce la siamo vista brutta – racconta Sandro Veronesi, padre di Luisa – perché mia figlia perdeva molto sangue. Il giorno prima l’ex di mia figlia era venuto per prendere il bambino ma il piccolo non ci voleva andare. Allora lui si è messo davanti al cancello dicendo che non si sarebbe spostato fino a quando non gli avessero dato il bambino. Abbiamo dovuto chiamare i Carabinieri che lo hanno fatto andare via. Il giorno dopo – continua Veronesi – è tornato. Mio nipote ancora piangeva e non voleva andare, ma lui lo ha preso con la forza e lo ha caricato in macchina. Siccome il bambino continuava a slacciarsi la cintura lui gliel’ha legata con una fascetta di plastica. Quando mia figlia ha visto tutto questo è andata per aiutare il piccolo e lui l’ha accoltellata. Poi ha ferito anche Claudia, la ragazza dell’altro mio nipote, a una mano. Le ha reciso un tendine e lunedì si dovrà operare».

Il piccolo ora si trova con i nonni e, da quanto riferiscono fonti vicine alla famiglia, è in stato di shock, sconvolto per l’accaduto. Con il passare delle ore, emergono nel frattempo dettagli sempre più oscuri su un rapporto che si era deteriorato da tempo e che non lasciava presagire nulla di buono. A confermare questa situazione, oltre al padre, è anche Rita Zironi, amica della donna e conosciuta sul territorio zocchese per diverse attività di volontariato. «Con Luisa avevamo parlato tante volte di questa situazione – ci confida Rita Zironi – e mi era capitato di consigliarle addirittura di andarsene dalla nostra zona. Mi raccontava che lui all’inizio era un uomo perfetto, poi un giorno è cambiato, quasi improvvisamente, e lei aveva iniziato a notare comportamenti strani. È andata da un avvocato per tutelarsi, ma non immaginava che lui potesse arrivare a tanto». Ma, al di là di ciò che è accaduto, Rita Zironi crede sia necessario impegnarsi per ciò che accadrà nelle prossime settimane e nei prossimi anni: «Il timore è che questa storia possa continuare anche in futuro. Il tentato omicidio di ieri è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e credo sia necessario muoversi a livello sociale per fermare questi episodi. È ora di finirla con le donne violentate o uccise, la legge non le tutela e noi che siamo nel sociale abbiamo il dovere di procedere al cambiamento. Intanto un appello a tutte le donne: non siete sole! Il dialogo rimane sempre alla base di tutto. Non abbiate paura, ma esternate le vostre paure, i vostri dubbi. Qualcuno ad ascoltare e ad aiutarvi c'è ancora». Intanto migliorano le condizioni di Luisa Veronesi che, dopo essere stata operata, è già tornata in reparto e presto potrà tornare a casa. Quello che resterà saranno ferite morali sicuramente difficili da rimarginare. L’ex marito Alessandro Turelli si trova tutt’ora al carcere Sant’Anna di Modena, assistito dall’avvocato Armando Maccariello.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google