«Ha preso il bimbo e poi lo ha legato»
di Federico Covili
Zocca. Il padre di Luisa Veronesi, accoltellata dall’ex, racconta il dramma. La donna operata, è fuori pericolo
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ZOCCA. Regnano ancora rabbia e sgomento, a Zocca, a un giorno dalla tragica aggressione di ieri l’altro, quando Alessandro Turelli ha colpito con un coltello l’ex moglie Luisa Veronesi, ferendola alla gola.
«Ce la siamo vista brutta – racconta Sandro Veronesi, padre di Luisa – perché mia figlia perdeva molto sangue. Il giorno prima l’ex di mia figlia era venuto per prendere il bambino ma il piccolo non ci voleva andare. Allora lui si è messo davanti al cancello dicendo che non si sarebbe spostato fino a quando non gli avessero dato il bambino. Abbiamo dovuto chiamare i Carabinieri che lo hanno fatto andare via. Il giorno dopo – continua Veronesi – è tornato. Mio nipote ancora piangeva e non voleva andare, ma lui lo ha preso con la forza e lo ha caricato in macchina. Siccome il bambino continuava a slacciarsi la cintura lui gliel’ha legata con una fascetta di plastica. Quando mia figlia ha visto tutto questo è andata per aiutare il piccolo e lui l’ha accoltellata. Poi ha ferito anche Claudia, la ragazza dell’altro mio nipote, a una mano. Le ha reciso un tendine e lunedì si dovrà operare».
Il piccolo ora si trova con i nonni e, da quanto riferiscono fonti vicine alla famiglia, è in stato di shock, sconvolto per l’accaduto. Con il passare delle ore, emergono nel frattempo dettagli sempre più oscuri su un rapporto che si era deteriorato da tempo e che non lasciava presagire nulla di buono. A confermare questa situazione, oltre al padre, è anche Rita Zironi, amica della donna e conosciuta sul territorio zocchese per diverse attività di volontariato. «Con Luisa avevamo parlato tante volte di questa situazione – ci confida Rita Zironi – e mi era capitato di consigliarle addirittura di andarsene dalla nostra zona. Mi raccontava che lui all’inizio era un uomo perfetto, poi un giorno è cambiato, quasi improvvisamente, e lei aveva iniziato a notare comportamenti strani. È andata da un avvocato per tutelarsi, ma non immaginava che lui potesse arrivare a tanto». Ma, al di là di ciò che è accaduto, Rita Zironi crede sia necessario impegnarsi per ciò che accadrà nelle prossime settimane e nei prossimi anni: «Il timore è che questa storia possa continuare anche in futuro. Il tentato omicidio di ieri è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e credo sia necessario muoversi a livello sociale per fermare questi episodi. È ora di finirla con le donne violentate o uccise, la legge non le tutela e noi che siamo nel sociale abbiamo il dovere di procedere al cambiamento. Intanto un appello a tutte le donne: non siete sole! Il dialogo rimane sempre alla base di tutto. Non abbiate paura, ma esternate le vostre paure, i vostri dubbi. Qualcuno ad ascoltare e ad aiutarvi c'è ancora». Intanto migliorano le condizioni di Luisa Veronesi che, dopo essere stata operata, è già tornata in reparto e presto potrà tornare a casa. Quello che resterà saranno ferite morali sicuramente difficili da rimarginare. L’ex marito Alessandro Turelli si trova tutt’ora al carcere Sant’Anna di Modena, assistito dall’avvocato Armando Maccariello.
«Ce la siamo vista brutta – racconta Sandro Veronesi, padre di Luisa – perché mia figlia perdeva molto sangue. Il giorno prima l’ex di mia figlia era venuto per prendere il bambino ma il piccolo non ci voleva andare. Allora lui si è messo davanti al cancello dicendo che non si sarebbe spostato fino a quando non gli avessero dato il bambino. Abbiamo dovuto chiamare i Carabinieri che lo hanno fatto andare via. Il giorno dopo – continua Veronesi – è tornato. Mio nipote ancora piangeva e non voleva andare, ma lui lo ha preso con la forza e lo ha caricato in macchina. Siccome il bambino continuava a slacciarsi la cintura lui gliel’ha legata con una fascetta di plastica. Quando mia figlia ha visto tutto questo è andata per aiutare il piccolo e lui l’ha accoltellata. Poi ha ferito anche Claudia, la ragazza dell’altro mio nipote, a una mano. Le ha reciso un tendine e lunedì si dovrà operare».
Il piccolo ora si trova con i nonni e, da quanto riferiscono fonti vicine alla famiglia, è in stato di shock, sconvolto per l’accaduto. Con il passare delle ore, emergono nel frattempo dettagli sempre più oscuri su un rapporto che si era deteriorato da tempo e che non lasciava presagire nulla di buono. A confermare questa situazione, oltre al padre, è anche Rita Zironi, amica della donna e conosciuta sul territorio zocchese per diverse attività di volontariato. «Con Luisa avevamo parlato tante volte di questa situazione – ci confida Rita Zironi – e mi era capitato di consigliarle addirittura di andarsene dalla nostra zona. Mi raccontava che lui all’inizio era un uomo perfetto, poi un giorno è cambiato, quasi improvvisamente, e lei aveva iniziato a notare comportamenti strani. È andata da un avvocato per tutelarsi, ma non immaginava che lui potesse arrivare a tanto». Ma, al di là di ciò che è accaduto, Rita Zironi crede sia necessario impegnarsi per ciò che accadrà nelle prossime settimane e nei prossimi anni: «Il timore è che questa storia possa continuare anche in futuro. Il tentato omicidio di ieri è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e credo sia necessario muoversi a livello sociale per fermare questi episodi. È ora di finirla con le donne violentate o uccise, la legge non le tutela e noi che siamo nel sociale abbiamo il dovere di procedere al cambiamento. Intanto un appello a tutte le donne: non siete sole! Il dialogo rimane sempre alla base di tutto. Non abbiate paura, ma esternate le vostre paure, i vostri dubbi. Qualcuno ad ascoltare e ad aiutarvi c'è ancora». Intanto migliorano le condizioni di Luisa Veronesi che, dopo essere stata operata, è già tornata in reparto e presto potrà tornare a casa. Quello che resterà saranno ferite morali sicuramente difficili da rimarginare. L’ex marito Alessandro Turelli si trova tutt’ora al carcere Sant’Anna di Modena, assistito dall’avvocato Armando Maccariello.
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