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Nuovo distributore Coop La Confesercenti dice no

di Alfonso Scibona
Nuovo distributore Coop La Confesercenti dice no

Dopo quello sindacale si allarga il fronte di chi critica la futura apertura Il presidente Giberti: «Serve un piano di settore per tutto il comprensorio»

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«Prima di nuovi impianti di erogazione carburante nel territorio di Sassuolo è opportuno riflettere su reali necessità del territorio e ristrutturazione della rete distributiva esistente. In Italia, infatti, l'erogato medio è in calo e la redditività in diminuzione. Con l’automatizzazione delle stazioni di servizio viene a meno anche presidio territorio». È il pensiero di Faib Confesercenti in merito alla querelle che si è alzata nei toni e nella disputa, sul grande distributore che verrà installato accanto alla nuova sede Coop di Sassuolo. «È nota la preoccupazione dei gestori delle stazioni di servizio dell’area sassolese – afferma l'associazione - e pure in quelle limitrofe, di fronte alla prospettiva dell’apertura di un distributore di carburante della Grande Distribuzione Organizzata (Gdo). Si teme per la perdita del lavoro come pure per la chiusura degli impianti esistenti. Una situazione di apprensione che serpeggia da tempo tra i gestori che hanno rinnovato l’impegno di proseguire nella raccolta delle firme, finalizzata a sensibilizzare automobilisti e cittadini». A questo proposito, anche con riflessi e dati nazionali, è intervenuto il presidente di Faib-Confesercenti Modena Franco Giberti. «La situazione creatasi a Sassuolo – dice – è comune ad altre realtà sempre sul territorio provinciale e provoca una più ampia riflessione. Di fronte ad una rete italiana di distribuzione carburanti frammentata e che non ha eguali in Europa, con più di 24.000 impianti, dei quali oltre 250 nel Modenese, c’è ancora la necessità di aprire nuove stazioni per la distribuzione carburanti? Tra l'altro stiamo assistendo all’abbandono da parte dell’industria petrolifera dell’Italia. Prima è stata la Shell, poi la cessione a pacchetto della Esso italiana, mentre altre compagnie stanno avviando, o hanno già avviato, trattative per cedere la rete. Senza contare poi, un ulteriore elemento di parecchia preoccupazione, rispetto all’apertura di nuovi impianti, soprattutto della Gdo: il progressivo calo dell’erogato medio (in Italia stimato in circa 980.000 litri) ben al di sotto degli indici di redditività media di quelli del resto d’ Europa». Giberti continua cercando garanzie per i gestori, già incontrati nella sede di Sassuolo nei giorni scorsi. «La nostra associazione è da sempre favorevole ad una ristrutturazione e ad una pianificazione della rete di distribuzione carburanti – conclude il presidente provinciale di Faib Confesercenti - ma contraria ad aperture che, avulse da una programmazione seria e strutturata, sarebbero solamente causa di disequilibrio all’interno della rete distributiva medesima e del settore«.

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