Palazzo Paltrinieri rinasce Sarà pronto entro il 2019
Cavezzo. Partiti i lavori di ricostruzione dell’edificio in centro per 1 milione di euro Il cantiere durerà 540 giorni: il nuovo complesso sarà simile a quello originario
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CAVEZZO. Iniziati i lavori di ricostruzione di palazzo Paltrinieri, l’edificio collocato in pieno centro storico, pesantemente danneggiato dal terremoto del 2012.
Lo stabile è finito al centro dell’attenzione, oltre che per le gravi conseguenze provocate dal sisma, perché è stato demolito, nel giugno 2012, senza che i proprietari fossero avvisati. Ora, cinque anni dopo la demolizione, sono partiti gli interventi che consentiranno, nel 2019, di “inaugurare” la palazzina.
La durata del cantiere è pari a 540 giorni e l’importo della cambiale Bonaccini, firmata dal sindaco Lisa Luppi la primavera scorsa, sfiora il milione di euro. I lavori di ricostruzione hanno infatti un valore di 950mila euro. Lavori che, anticipa l’amministrazione, consentiranno di ricreare un edificio come quello demolito.
«Verrà realizzato un unico stabile come in precedenza per quanto riguarda palazzo Paltrinieri, immobile di proprietà delle famiglie Paltrinieri, appunto, e Bellodi - afferma il primo cittadino - Il contributo è unico, dunque, per l’intero immobile. Prima del terremoto al piano terra, il condominio era occupato da un negozio, mentre era residenziale al piano superiore. Negli anni si sono susseguiti vari commercianti a palazzo Paltrinieri. La destinazione d’uso non cambierà».
Sul piano legale, il procedimento è ancora aperto. I proprietari, infatti, presentarono ricorso contro l’ordinanza di demolizione, firmata dall’allora sindaco Stefano Draghetti.
L’anno scorso, il Tar diede ragione ai ricorrenti, riconoscendo che l’edificio non riportava danni così gravi da essere abbattuto e che la demolizione avvenne il 7 giugno, il giorno prima dell’autorizzazione che Draghetti avrebbe firmato per riparare il danno ormai fatto. Attualmente, è ancora in corso la causa penale che vede imputati, oltre a Draghetti, alcuni vigili del fuoco di Belluno che devono rispondere, a vario titolo, per accuse di falso e omissione d’atti d’ufficio. A palazzo Paltrinieri ci sono state anche alcuni problemi per la rimozione delle macerie.
«Il nostro palazzo non è certamente in una posizione facile - spiega la famiglia Paltrinieri - Ci rendiamo, conto, pertanto, che non è semplice ricostruirlo e che servirà tempo. È stato riconfermato un unico stabile che avrà la stessa destinazione d’uso. Il progetto è stato approvato dopo mille peripezie. Ritorneremo a vivere lì quando sarà ultimato il processo di ricostruzione. Attualmente, i componenti della nostra famiglia che attendono di rientrare, vivono in affitto».
Serena Arbizzi
Lo stabile è finito al centro dell’attenzione, oltre che per le gravi conseguenze provocate dal sisma, perché è stato demolito, nel giugno 2012, senza che i proprietari fossero avvisati. Ora, cinque anni dopo la demolizione, sono partiti gli interventi che consentiranno, nel 2019, di “inaugurare” la palazzina.
La durata del cantiere è pari a 540 giorni e l’importo della cambiale Bonaccini, firmata dal sindaco Lisa Luppi la primavera scorsa, sfiora il milione di euro. I lavori di ricostruzione hanno infatti un valore di 950mila euro. Lavori che, anticipa l’amministrazione, consentiranno di ricreare un edificio come quello demolito.
«Verrà realizzato un unico stabile come in precedenza per quanto riguarda palazzo Paltrinieri, immobile di proprietà delle famiglie Paltrinieri, appunto, e Bellodi - afferma il primo cittadino - Il contributo è unico, dunque, per l’intero immobile. Prima del terremoto al piano terra, il condominio era occupato da un negozio, mentre era residenziale al piano superiore. Negli anni si sono susseguiti vari commercianti a palazzo Paltrinieri. La destinazione d’uso non cambierà».
Sul piano legale, il procedimento è ancora aperto. I proprietari, infatti, presentarono ricorso contro l’ordinanza di demolizione, firmata dall’allora sindaco Stefano Draghetti.
L’anno scorso, il Tar diede ragione ai ricorrenti, riconoscendo che l’edificio non riportava danni così gravi da essere abbattuto e che la demolizione avvenne il 7 giugno, il giorno prima dell’autorizzazione che Draghetti avrebbe firmato per riparare il danno ormai fatto. Attualmente, è ancora in corso la causa penale che vede imputati, oltre a Draghetti, alcuni vigili del fuoco di Belluno che devono rispondere, a vario titolo, per accuse di falso e omissione d’atti d’ufficio. A palazzo Paltrinieri ci sono state anche alcuni problemi per la rimozione delle macerie.
«Il nostro palazzo non è certamente in una posizione facile - spiega la famiglia Paltrinieri - Ci rendiamo, conto, pertanto, che non è semplice ricostruirlo e che servirà tempo. È stato riconfermato un unico stabile che avrà la stessa destinazione d’uso. Il progetto è stato approvato dopo mille peripezie. Ritorneremo a vivere lì quando sarà ultimato il processo di ricostruzione. Attualmente, i componenti della nostra famiglia che attendono di rientrare, vivono in affitto».
Serena Arbizzi
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