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preoccupazione a baggiovara 

Profughi, quattro nuovi arrivi e l’incognita dei capannoni

Profughi, quattro nuovi arrivi e l’incognita dei capannoni

Profughi: da Bologna, da Ozzano per la precisione, sono arrivati l’altro giorno quattro nuovi arrivi. Quattro migranti della cui accoglienza si occuperà Porta Aperta e che andranno ad aggiungere i...

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Profughi: da Bologna, da Ozzano per la precisione, sono arrivati l’altro giorno quattro nuovi arrivi. Quattro migranti della cui accoglienza si occuperà Porta Aperta e che andranno ad aggiungere i trentotto ospiti di cui si occupa l’associazione. Da una quindicina di giorni e forse anche più da Bologna non ci sono nuovi invii sul nostro territorio: è solo un dato di fatto che non significa certo che non siano previsti, prima o poi, nuovi arrivi dalle nostre parti. Anzi, come è risultato evidente dal nuovo bando per l'accoglienza emesso nei giorni scorsi dal prefetto e che scadrà ai primi di settembre, si cercano sistemazioni sul nostro territorio, e in provincia in particolare, per complessivamente 2300 persone. Ovvero per almeno circa 650 nuovi arrivi, alla luce del fatto che i richiedenti asilo già presenti in città e provincia, tra quelli coperti dal vecchio bando e affidati a Caleidos e quelli di cui si occupano le altre associazioni e cooperative con la formula dell’affido temporaneo, sono allo stato attuale 1650-1700.

La formula condivisa da tutti gli “addetti ai lavori”, ovvero prefettura, sindaci e associazioni che si occupano della gestione, è quella della accoglienza in piccoli nuclei, il che vuol dire in appartamenti, in alloggi idonei dove si possa svolgere il piano che prevede l'accoglienza stessa: ovvero una sorta di inquadramento nel contesto sociale e culturale, il fornire una conoscenza del nuovo mondo circostante in cui i migranti sono arrivati. Accoglienza e programmi per piccoli gruppi dunque, non più in Modena dove ormai c’è molta saturazione in numeri e spazi, bensì in provincia. Ma di fronte ai nuovi arrivi, a gruppi di 30 o 50, ecco che si deve ricorrere a strutture di prima accoglienza: un tetto ai nuovi arrivati sinora garantito dagli hotel, e a Modena vuol dire hotel Tiby e lo Studentato di via delle Costellazioni. Ma non basteranno più. Per questo il prefetto ha già annunciato che sta cercando sia tramite gli enti che i privati strutture ampie, che possano essere adatte a questo scopo di carattere temporaneo. La curia si è già fatta avanti garantendo che sta cercando spazi e soluzioni. Capannoni, ex fabbriche o ex scuole o edifici abbandonati di privati pronti a diventare “strutture di prima accoglienza? Dalle associazioni si leva un coro di no: «sono luoghi ingestibili, che cancellano la dignità umana degli ospiti». Intanto a Baggiovara c’è forte preoccupazione per i “movimenti” notati dai residenti all’ex stabilimento della Terim, interventi come fossero il preludio ad una sistemazione generale dello stabile al fine di per poter accogliere migranti all’interno. La prefettura è invitata a fare chiarezza.

Stefano Totaro

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