Lutto alla cantina di Carpi: muore il presidente Rossi
Stroncato da un malore a 61 anni mentre si trovava nella sua casa di Budrione. Aveva guidato la storica fusione con Sorbara e portato il lambrusco all’estero
CARPI Se n’è andato a 61 anni, stroncato da un malore nella sua abitazione di Budrione, dove viveva solo e curava la sua azienda agricola, prettamente vinicola. È morto Fausto Emilio Rossi, presidente della cantina di Carpi e Sorbara di cui era diventato presidente nel 2011 dopo diversi incarichi come consigliere e uomo della cooperazione. Un incarico che era la sua principale missione tanto da avere guidato l’aggregazione che aveva portato la cantina verso 450mila quintali di uva di produzione, ottenuti grazie ai conferimenti dei 1200 associati tra Modena, Reggio Emilia, Mantova e Bologna. Un giro d’affari da oltre 20 milioni di euro e che aveva proiettato l’azienda verso nuovi orizzonti commerciali esteri e produttivi grazie all’acquisizione, in ultimo, della cantina di Bazzano con la qualità dei vini dei colli bolognesi. Un manager a tutto tondo, capace di organizzare un progetto industriale solido e che ha ottenuto con il tempo diversi consensi anche grazie agli ottimi risultati.
Ma Rossi è stato per tanto tempo anche un maestro per i consiglieri più giovani, che ha accompagnato nella crescita, trasmettendo loro i valori della cooperazione e della condivisione. Non a caso, ricordano i suoi più stretti collaboratori tra cui Erennio Reggiani, direttore della cantina di Carpi e Sorbara, il presidente ha sempre perseguito una politica di coinvolgimento. Aveva ampi poteri, ma le scelte strategiche sono sempre state condivise con il resto del Consiglio d’amministrazione, attuando una politica di trasparenza e informativa necessaria per tenere unita una compagine da plasmare, superando i limiti territoriali per pensare in modo globale e industriale pur mantenendo intatto quel senso di familiarità tra soci e delegati. Perché Rossi ha contribuito all’ultimo, decisivo salto di qualità della cantina, che con la fusione ha cambiato metodologia di imbottigliamento, allargando la compagine di conferimento e conquistando con il lavoro quotidiano la credibilità del mercato. Scelte vitali per un’azienda che ora vive un momento di costernazione e cordoglio per una morte improvvisa e che ha sconvolto tutti. Rossi, uomo che sapeva trattare con tutti, forte di un’esperienza maturata negli anni tra consorzi, tavoli tecnici e rapporti istituzionali, si apprestava ad aprire l’ennesima vendemmia. E proprio quel suo modo di condividere le strategie con i più stretti e fidati collaboratori è il lascito principale di un virtuale testamento imprenditoriale, che sarà perseguito anche quando l’uva sarà matura e in cantina si tornerà a lavorare a pieno regime.
Questa mattina saranno fissati i funerali del 61enne a cui sono attesi numerosi soci e storici collaboratori.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
