SAN FELICE
Nei guai per il fucile “irregolare” del padre
SAN FELICE. Una perquisizione dei carabinieri con relativo sequestro di un fucile marca Bernardelli - Gardone V.T. a due canne calibro 12: è l’inizio delle vicissitudini per un sanfeliciano che in...
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SAN FELICE. Una perquisizione dei carabinieri con relativo sequestro di un fucile marca Bernardelli - Gardone V.T. a due canne calibro 12: è l’inizio delle vicissitudini per un sanfeliciano che in poco tempo si è trovato indagato dalla Procura - caso poi archiviato - e raggiunto dal provvedimento della Prefettura di Modena che gli vietava detenzione di armi, munizioni ed esplosivi. E contro l’ordinanza di viale Martiri l’uomo ha deciso di fare ricorso, difeso dall’avvocato Tiziana Formaglio. Davanti ai giudici del Tar è uscita la surreale storia di quel fucile, regolarmente acquistato e denunciato dal padre ma che per oltre 60 anni è stato detenuto “illegalmente”. O meglio - è stato dimostrato - che c’è un errore a monte, nato da una svista dei carabinieri di Caivano (Napoli) che avevano registrato una matricola diversa rispetto a quella ufficiale del Bernardelli - Gardone . Era il 1953. La medesima comunicazione venne poi fatta dal proprietario ai carabinieri di San Felice, che presero per buona la prima segnalazione, ribadita poi nel 1990 dal figlio, una volta ereditata l’arma. L’errore di annotazione è emerso durante la perquisizione del 2017, ma i militari hanno comunque avviato delle indagini valutando che fosse poco probabile imputare ad un errore di trascrizione la mancanza di corrispondenza del numero di matricola tra l’arma denunciata e quella rinvenuta nell’abitazione del ricorrente. Una tesi che ha innescato la successiva denuncia e il provvedimento della Prefettura, che ora il Tar ha ribaltato, dando ragione a R.N. e disponendo il pagamento da parte dello Stato di 2mila euro.
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