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residenti insoddisfatti 

Via Fassi, è l’ora della rabbia «Più rischi e meno posti auto»

Via Fassi, è l’ora della rabbia «Più rischi e meno posti auto»

Viale Guido Fassi ha cambiato veste, ma il suo nuovo aspetto scontenta la maggior parte dei residenti. Nel tratto compreso tra via Berengario e corso Fanti, infatti, nei giorni scorsi è stata...

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Viale Guido Fassi ha cambiato veste, ma il suo nuovo aspetto scontenta la maggior parte dei residenti.

Nel tratto compreso tra via Berengario e corso Fanti, infatti, nei giorni scorsi è stata integrata, aggiornata e modificata la segnaletica stradale orizzontale e verticale in modo da istituire una nuova pista ciclabile a senso unico in direzione nord, sul lato est della sede stradale, mentre è stata rinnovata quella già esistente sul lato ovest, con senso unico in direzione sud.

Il restyling di questo tratto di strada ha avuto inizio lo scorso ottobre: già allora, il taglio di diversi alberi, reso necessario dal fatto che erano da tempo malati, aveva sollevato l’indignazione di chi in zona abita e lavora dal momento che, a differenza di altri provvedimenti analoghi, non si era deciso di provvedere alla sistemazione di nuove piante.

A seguito del taglio, il viale ha così perso zone d’ombra a favore del cemento.

Ora, con il completamento del progetto che, come afferma una nota del Comune, ha lo scopo di favorire la sicurezza stradale, il malanimo ha raggiunto il colmo.

In esso, infatti, è compreso il ridisegno dei posti auto su entrambi i lati della carreggiata, cosa che ha diminuito considerevolmente la capienza dei parcheggi.

«La zona ha sempre avuto le sue difficoltà, quanto alle auto in sosta - afferma una residente del condominio di piazzale Marconi commentando le novità introdotte - La nuova segnaletica ha peggiorato le cose: con l'arretramento delle strisce e la realizzazione di parcheggi molto più lunghi, si sono perse diverse postazioni. Oltre a ciò, sono stati disegnati svariati parcheggi dedicati al carico/scarico: tutti vi possono parcheggiare, ma apponendo il disco orario per un periodo limitato, su un lato della strada dove, prima, la sosta era libera. Oltretutto, il numero di questi spazi pare eccessivo in relazione al numero e alla tipologia di attività commerciali nella zona».

Da anni, il tratto interessato necessitava di un’adeguata manutenzione - la superficie dei marciapiedi era stata divelta in più punti dalle radici degli alberi - ma i più non si capacitano della logica con la quale si è provveduto alla sua risistemazione.

«I ciclisti continuano, come è sempre stato, a percorrere la via a loro piacimento - conclude la residente - senza seguire la giusta direzione o percorrendo la strada a fianco delle vetture. Senza contare che rimane un altro tipo di pericolo: mi riferisco alla possibilità di essere investiti dalle due ruote nell’uscire dalle abitazioni o dai negozi». (camma)

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