Balsamico di famiglia
di Martina Stocco
Immersa nelle colline modenesi s’intravvede l’acetaia Sereni. L’azienda, a gestione famigliare, si trova a Villabianca nel comune di Marano, su uno dei dolci pendii conosciuti perlopiù dai ciclisti...
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Immersa nelle colline modenesi s’intravvede l’acetaia Sereni. L’azienda, a gestione famigliare, si trova a Villabianca nel comune di Marano, su uno dei dolci pendii conosciuti perlopiù dai ciclisti della zona. Gli oleandri dai petali colorati delimitano il perimetro della tenuta Sereni, al cui interno è possibile scorgere diversi ettari coltivati a vigna e olivo. Ed è proprio da questa vigna che è prodotto l’aceto balsamico della famiglia Sereni.
«Siamo la quarta generazione che produce aceto balsamico - ha raccontato il giovane Francesco Sereni - tutto cominciò nei primi anni del Novecento, con nonna Santina. La tradizione è stata tramandata da padre in figlio, ma fino agli anni Ottanta è sempre stata una produzione privata. Fu proprio in quegli anni che mio padre, Pierluigi Sereni, iniziò a commercializzare mosto cotto e le cose iniziarono a cambiare». Poi cos’è successo? «Nel 2000 è stata sistemata l’area verde - ha risposto il ragazzo - e sono state piantate altre viti. Così, abbiamo raggruppato tutte le botti d’aceto della famiglia, da aggiungere a quelle che avremmo comprato. Oggi, tra botti e botticelle, se ne possono contare 1500 suddivise per legni e dimensioni differenti».
L’acetaia in questione offre una vasta scelta, non solo di “oro nero”. «L’aceto balsamico tradizionale di Modena Dop (Denominazione d’origine protetta) rimane una delle nostre grandi passioni - ha rimarcato Francesco - affiancata alla produzione di aceto balsamico Igp (Indicazione geografica protetta), che è la stragrande maggioranza della nostra produzione: lo vendiamo in tutto il mondo. Inoltre, produciamo condimenti balsamici e aceto aromatizzato in diversi gusti. Altre prodotti sono l’aceto balsamico bianco, composto da mosto d’uva concentrato e aceto di vino bianco invecchiato in botti di frassino, e il miele-aceto». Dal 2011 è stato avviato l’omonimo agriturismo. «Gestito principalmente da mio fratello Umberto nella struttura è possibile gustare i nostri prodotti, tra cui l’olio d’oliva extravergine. Pur essendo una produzione secondaria è da quattro anni che ce ne occupiamo e stiamo ottenendo buoni risultati. Infine, da un po' di tempo a questa parte, abbiamo iniziato con le visite guidate all’acetaia e a breve cominceremo anche con le visite al frantoio».
«Siamo la quarta generazione che produce aceto balsamico - ha raccontato il giovane Francesco Sereni - tutto cominciò nei primi anni del Novecento, con nonna Santina. La tradizione è stata tramandata da padre in figlio, ma fino agli anni Ottanta è sempre stata una produzione privata. Fu proprio in quegli anni che mio padre, Pierluigi Sereni, iniziò a commercializzare mosto cotto e le cose iniziarono a cambiare». Poi cos’è successo? «Nel 2000 è stata sistemata l’area verde - ha risposto il ragazzo - e sono state piantate altre viti. Così, abbiamo raggruppato tutte le botti d’aceto della famiglia, da aggiungere a quelle che avremmo comprato. Oggi, tra botti e botticelle, se ne possono contare 1500 suddivise per legni e dimensioni differenti».
L’acetaia in questione offre una vasta scelta, non solo di “oro nero”. «L’aceto balsamico tradizionale di Modena Dop (Denominazione d’origine protetta) rimane una delle nostre grandi passioni - ha rimarcato Francesco - affiancata alla produzione di aceto balsamico Igp (Indicazione geografica protetta), che è la stragrande maggioranza della nostra produzione: lo vendiamo in tutto il mondo. Inoltre, produciamo condimenti balsamici e aceto aromatizzato in diversi gusti. Altre prodotti sono l’aceto balsamico bianco, composto da mosto d’uva concentrato e aceto di vino bianco invecchiato in botti di frassino, e il miele-aceto». Dal 2011 è stato avviato l’omonimo agriturismo. «Gestito principalmente da mio fratello Umberto nella struttura è possibile gustare i nostri prodotti, tra cui l’olio d’oliva extravergine. Pur essendo una produzione secondaria è da quattro anni che ce ne occupiamo e stiamo ottenendo buoni risultati. Infine, da un po' di tempo a questa parte, abbiamo iniziato con le visite guidate all’acetaia e a breve cominceremo anche con le visite al frantoio».
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