Così i nonni facevano la trebbiatura
Lama Mocogno. Grazie all’Avpa la 25ma edizione di una festa con i gloriosi mezzi d’epoca
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LAMA MOCOGNO. È stata l'edizione più difficile da organizzare, a rischio fino all'ultimo. Ma la caparbietà di chi non voleva assolutamente far saltare l'anniversario è stata premiata. Fascino della tradizione ancora protagonista a Lama Mocogno sabato e domenica con la 25esima Festa della Trebbiatura, promossa dall'Avpa, l'associazione di volontari di Pubblica assistenza. Quartier generale come sempre i Treppi del Ruzzolone, dove sono stati allestiti i gloriosi mezzi (a partire dalla mitica trebbiatrice anni Trenta) che hanno dato vita a spettacolari dimostrazioni di aratura, trebbiatura, mondatura e macinazione di grano e farro. Per ricordare e spiegare ai più giovani com'era qui la vita di campagna di una volta. Attorno, adeguata cornice di stand, giochi della tradizione, sfilata di trattori e anche il momento dei saluti ufficiali domenica dopo la messa delle 11 (intervenuta anche la consigliera regionale Luciana Serri). Tutto il ricavato come sempre è stato devoluto in beneficenza per l'acquisto di attrezzature socio sanitarie per l'Avpa. «E' stata dura con le nuove norme sulla sicurezza, ma ce l'abbiamo fatta» sottolinea Lanfranco Bonacci, presidente Avpa. «Grazie al Comune per il supporto, al Gruppo Alpini, all'Asdr Gruppo Ruzzola, allo Spazio bimbi, all'Olimpic Lama in campo in massa con i suoi volontari e a tutti quelli che ci hanno permesso di mantenere questo importante appuntamento di comunità e omaggio alla nostra storia». (d.m.)
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