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Innovazione e “big data”: un bando da otto milioni

di Luca Gardinale
Innovazione e “big data”: un bando da otto milioni

Riservato alle aziende interessate a dati, realtà virtuale o intelligenza artificiale L’assessore Palma Costi: «Una misura per rinforzare ricerca e competitività»

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La prima parte si è chiusa dopo aver dato vita a 13 progetti che hanno dato lavoro a 1200 persone. Ora l’obiettivo è ripetersi, mettendo al centro l’Industria 4.0, e dunque le aziende ad alto tasso di innovazione.

Con l’obiettivo di creare sviluppo e nuovi posti di lavoro, la Regione Emilia Romagna ha aperto il secondo bando - chiamato “Accordo per l’insediamento e lo sviluppo delle imprese” - nell’ambito della legge regionale 14/2014 per l’attrattività degli investimenti.

L’ente regionale ha così messo a disposizione un fondo da 8 milioni di euro per le imprese che vogliono insediarsi o espandere la propria attività nel territorio regionale, con progetti che dovranno riguardare il settore dei “big data for business”, oppure quello dell’intelligenza artificiale, o ancora quello della realtà virtuale e aumentata.

L’operazione è nata per sostenere gli investimenti attraverso l’erogazione di incentivi, ma anche facilitando il rapporto con istituzioni, enti locali e altri soggetti interessati che operano sul territorio.

Nel bando vengono specificati gli incentivi finanziari previsti, i tempi per le procedure e per la realizzazione dell’investimento, l’impatto occupazionale, la realizzazione di eventuali infrastrutture e servizi collegati all’investimento.

Compito della Regione è coordinare tutte le altre istituzioni coinvolte per garantire procedure efficaci e rapide.

«Una politica che parla attraverso i numeri: come noto - commenta Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive - dopo il primo bando ci troviamo oggi con 13 progetti in procinto di essere realizzati per un investimento previsto di oltre 126 milioni di euro, di cui circa 41 milioni di finanziamento pubblico, e che porterà all’occupazione di oltre 1.200 persone e a un investimento complessivo da parte delle imprese di 531 milioni».

Aggiunge Palma Costi: «È un esito che ci ha confortato per la reattività delle imprese e l’attrattività del territorio regionale. Con questa nuova misura - incalza l’assessore alle Attività produttive - rinforziamo gli investimenti in ricerca e innovazione in settori strategici che aumenteranno la competitività del tessuto produttivo emiliano romagnolo, l’occupazione diretta e rafforzeranno il tessuto di piccole e medie imprese di subfornitura, punto di forza dei nostri distretti produttivi».

Questi elementi, secondo l’assessore regionale, sono amplificati dal Patto per il lavoro e da politiche regionali che si stanno dimostrando la risposta giusta per favorire e accompagnare la crescita e la buona occupazione in Emilia Romagna.

«Per questo - conclude la titolare delle Attività produttive in viale Aldo Moro - continueremo a investire per far crescere i nostri distretti produttivi riconosciuti e apprezzati nel mondo, dimostrando la concretezza del nostro agire come Regione».

Possono presentare domanda le imprese singole che esercitano attività diretta alla produzione di beni e di servizi non ancora attive in Emilia Romagna ma che intendono investire sul territorio regionale o le imprese già presenti sul territorio. Le tipologie di intervento ammissibili devono prevedere investimenti per la realizzazione di strutture di ricerca; interventi di ricerca e di sviluppo; interventi formativi; assunzione di lavoratori svantaggiati e lavoratori disabili nonché investimenti per l’efficienza energetica, la cogenerazione ad alto rendimento, la produzione di energia da fonti rinnovabili, impianti di tele-riscaldamento e tele-raffreddamento, nonché per il riciclaggio e il riutilizzo dei rifiuti.

Le domande devono essere presentate entro il 30 settembre 2017 tramite posta elettronica certificata (Pec) all'indirizzo regionale sportelloestero@postacert.regione.emilia-romagna.it.

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