Riapertura della discarica: patto da un milione per avere il terreno
Finale. Il Comune è contrario e studia un eventuale ricorso contro la decisione di Sorgea ed Hera La multiutility ripiana le perdite di Feronia e non dà dividendi ai soci, ma vuole chiudere l’affare
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FINALE. Giovedì, salvo rinvii dell’ultima ora, ci sarà un passaggio cruciale: la Conferenza dei Servizi dovrà decidere se l’ampliamento della discarica di Finale è fattibile. Il Comune si presenterà con un solo delegato per sostenere la propria indisponibilità a valutare una variante al Prg (condizione prioritaria ma non l’unica) per permettere a Feronia di realizzare il progetto che prevede lo stoccaggio di rifiuti speciali non pericolosi. Per farlo, la società compartecipata al 70% da Hera e al 30% da Sorgea, ha già opzionato i terreni, arrivando ad un accordo con la Partecipanza Agraria di Pieve, che ne detiene la proprietà, per poco meno di un milione di euro. Non un business come quello del 2005 quando sui terreni si registrò un affare milionario, ma comunque soldi che fanno gola.
Ma la decisione sulla discarica avrà inevitabili ricadute sul resto del sistema municipale a partire propria da Sorgea e dai Comuni soci (Finale, Nonantola, Ravarino, Crevalcore e Sant’Agata). Feronia ha infatti chiuso il bilancio 2016 in rosso di oltre due milioni di euro non avendo di fatto mai lavorato: Hera e Sorgea dovranno quindi ripianare quel passivo. E così la piccola multiutility si prepara a garantire circa 600mila euro, chiudendo per la prima volta nella sua storia un bilancio in negativo. Con tutte le conseguenze del caso: nessun dividendo ai soci, che hanno sempre potuto contare su un “bonus” importante da impegnare nella quotidianità (Nonantola, ad esempio, lo utilizzava sui Servizi sociali), ma anche con la Spada di Damocle del decreto Madia, che impone alle partecipate pubbliche di avere conti in attivo. Gli altri Comuni, quindi, hanno fatto pressioni su Finale (svelate anche dall’assessore Borgatti) affinché accetti di ampliare la discarica per il bene di Sorgea e delle tasche dei cittadini, che hanno già avuto un primo assaggio di aumento Tari. E non sarà l’unico visto che, in caso di parere negativo, si continuerà a conferire i rifiuti altrove (a prezzi altissimi) oltre a doversi farsi carico collettivamente della messa in sicurezza della vecchia discarica.
La Giunta-Palazzi sostiene di non voler accogliere la variante al Prg - come promesso in campagna elettorale - ma è accerchiata. Essendo Finale nel piano rifiuti della Regione ci sarebbe infatti la possibilità di un intervento superiore, che però nessuno vuole proprio per evitare rimpalli di responsabilità politiche tra Pd (in Regione) e Lega (in paese). Se fosse Bologna a decidere e ad imporre la variante al Prg, Palazzi ha già annunciato il ricorso al Tar pur sapendo che la discarica porterebbe nelle casse del Comune tanti soldi a compensazione del “disturbo”, economie che anche in passato hanno permesso di far quadrare i conti e chiudere i bilanci municipali, da tempo precari in terra finalese. (fd)
Ma la decisione sulla discarica avrà inevitabili ricadute sul resto del sistema municipale a partire propria da Sorgea e dai Comuni soci (Finale, Nonantola, Ravarino, Crevalcore e Sant’Agata). Feronia ha infatti chiuso il bilancio 2016 in rosso di oltre due milioni di euro non avendo di fatto mai lavorato: Hera e Sorgea dovranno quindi ripianare quel passivo. E così la piccola multiutility si prepara a garantire circa 600mila euro, chiudendo per la prima volta nella sua storia un bilancio in negativo. Con tutte le conseguenze del caso: nessun dividendo ai soci, che hanno sempre potuto contare su un “bonus” importante da impegnare nella quotidianità (Nonantola, ad esempio, lo utilizzava sui Servizi sociali), ma anche con la Spada di Damocle del decreto Madia, che impone alle partecipate pubbliche di avere conti in attivo. Gli altri Comuni, quindi, hanno fatto pressioni su Finale (svelate anche dall’assessore Borgatti) affinché accetti di ampliare la discarica per il bene di Sorgea e delle tasche dei cittadini, che hanno già avuto un primo assaggio di aumento Tari. E non sarà l’unico visto che, in caso di parere negativo, si continuerà a conferire i rifiuti altrove (a prezzi altissimi) oltre a doversi farsi carico collettivamente della messa in sicurezza della vecchia discarica.
La Giunta-Palazzi sostiene di non voler accogliere la variante al Prg - come promesso in campagna elettorale - ma è accerchiata. Essendo Finale nel piano rifiuti della Regione ci sarebbe infatti la possibilità di un intervento superiore, che però nessuno vuole proprio per evitare rimpalli di responsabilità politiche tra Pd (in Regione) e Lega (in paese). Se fosse Bologna a decidere e ad imporre la variante al Prg, Palazzi ha già annunciato il ricorso al Tar pur sapendo che la discarica porterebbe nelle casse del Comune tanti soldi a compensazione del “disturbo”, economie che anche in passato hanno permesso di far quadrare i conti e chiudere i bilanci municipali, da tempo precari in terra finalese. (fd)
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