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Ruba cellulare a Modena, va in carcere per 2 anni

Ruba cellulare a Modena, va in carcere per 2 anni

In tribunale prima applicazione del decreto Orlando sull’inasprimento delle pene: il 47enne è clandestino con precedenti

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MODENA Forse avrebbe dovuto dare un’occhiata al calendario prima di effettuare il colpo, perché , assestato e processato, ha in pratica “inaugurato” a Modena la riforma voluta dal ministro della giustizia Orlando che prevede, fra l’altro, l'inasprimento delle pene per i reati più fastidiosi, come i furti gli scippi, le rapine. E così questo 47enne, clandestino, e con una lungo curriculum alle spalle, si farà quasi due ani di carcere, senza escamotage di sorta.

Si tratta di E.A., ghanese, irregolare in Italia, con precedenti per furto, rapina impropria e spaccio di stupefacenti; reati per i quali ha già trascorso anche periodi di detenzione in diversi carceri italiani da cui una volta è anche evaso. Nei suoi confronti sono anche già stati intimati diversi procedimenti di espulsione.

Sabato verso le 17.30 era entrato in azione presso lo show room dell’Acetaia Malpighi in piazza Roma. Lì, con la solita tecnica del chiedere la visione di alcuni prodotti, chiedere informazioni e quant’altro , ha distratto l’attenzione della commessa e si è impossessato del suo smartphone che conservata dietro al bancone per poi darsi alla fuga.

La 21enne è uscita ricorrendolo e gridando e questo ha attirato l'attenzione di una pattuglia di vigili in moto i che si è messa all'inseguimento del fuggitivo bloccandolo in breve tempo. Nei giorni precedenti altri negozianti avevano segnalato la presenza di una persona straniera che si aggirava nei paraggi tentando di sottrarre smartphone ai clienti. Ieri mattina il processo. L’uomo era difeso d'ufficio dall'avvocato Giacomo Tognetti: «Il decreto è entrato in vigore il 3 agosto, quindi si trattava di una della prime applicazioni e che prevede un inasprimento per parecchi reati, tra cui furto, scippo e rapine. Il problema è che non è che il legislatore semplicemente alza le pene ma fa tutti dei “giri strani” per cui mette in difficoltà chi poi deve applicare le leggi. Nel senso che tanto io, nel mio piccolo, che anche la procura e il giudice, non essendo mai stato applicato il decreto, siamo stati un po’ in difficoltà. Ci siamo resi conto che per furto aggravato (aveva le aggravanti della destrezza e dei tanti precedenti ) pur con alcune attenuanti non si scendeva da una pena base di quattro anni. Un po’ spropositato... Io e anche il pm, mentre il giudice si era ritirato per decidere, abbiamo in buona fede fatto dei conti, dei calcoli su quanto dovesse essere la pena. I calcoli davvero sono così complicati che sia a me che al pm venivano fuori dei risultati diversi. Alla fine il giudice ha scelto una ipotesi di compromesso, giustamente a mio avviso perché si è reso conto che 4 anni per un furto di cellulare era una pena spropositata. Le attenuanti ora possono poco. Io penso che abbia applicato la pena base del furto aggravato e poi da lì sia sceso, a sua discrezione». Alla fine 1 anno, 9 mesi e 10 giorni di carcere per il 47enne.

Stefano Totaro
 

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