Zocca Turelli e il tentato omicidio dell'ex-moglie: «Non volevo ferire Luisa»
di Daniele Montanari
Zocca. Ieri mattina l’interrogatorio e nel pomeriggio la decisione del Gip sul 50enne di S. Anna Pelago «Il coltellino lo avevo da 35 anni, e mio figlio non l’avevo legato». Il giudice dispone che rimanga in carcere La donna dimessa ieri dall’ospedale
3 MINUTI DI LETTURA
ZOCCA. Resta in carcere Alessandro Turelli, il 50enne di Sant’Anna Pelago (Pieve) che venerdì ha ferito con un coltello l’ex moglie Luisa Veronesi, nel corso di una lite scoppiata davanti alla casa di lei per l’affidamento del figlio di 4 anni, a Monteombraro.
Ieri si è tenuto l'interrogatorio di garanzia davanti al gip Andrea Romito che, dopo essersi in un primo momento riservato di valutare, nel pomeriggio ha convalidato l’arresto e ha applicato la misura di custodia cautelare in carcere. Decisione che però è avvenuta in assenza di richieste alternative da parte della difesa.
L’avvocato Guido Sola che l’assiste sul fronte penale (mentre quello civile è affidato a Elena Lenzini) vuole infatti prima approfondire il caso (ha ricevuto la nomina solo ieri mattina) per valutare apposita istanza.
È stato un interrogatorio di un’ora circa, in cui Turelli ha risposto alle domande mostrandosi molto provato, a tratti con la voce rotta dall’emozione. Ha assicurato al giudice che non voleva fare del male a nessuno, tanto che era partito da Sant’Anna Pelago con la sorella Ivana e il marito della cugina proprio per avere supporto nel risolvere a parole eventuali problemi nella consegna del figlio. A cui ha ricordato di avere avuto diritto in base alla sentenza di separazione che per il periodo estivo aveva disposto l’affidamento al padre per due settimane: una l’aveva già fatta, l’altra doveva andare proprio dal 3 al 10 agosto.
Turelli ha sottolineato le difficoltà incontrate da tempo della consegna del piccolo, specificando che per questo la mattina stessa di venerdì aveva telefonato ai Servizi sociali di Vignola chiedendo di essere accompagnato per il prelevamento, ma di essersi sentito dire che non doveva avere timori perché aveva diritto alla consegna. A quel punto aveva preso con sé i parenti, temendo lo stesso che qualcosa potesse andare storto.
La dinamica esatta di quello che è successo è ancora da chiarire: l’uomo ha detto che non è stata un’aggressione ma una lite partita dall’ennesimo diverbio con l’ex. Ha sottolineato di aver perso la testa, di non essere ancora in grado di ricostruire le fasi che l’hanno portato ad aggredire la donna con il vecchio coltellino che aveva da quando era 14enne e che teneva abitualmente nel suo Doblò (non in tasca) con i vari attrezzi per i lavoretti che faceva in giro.
Ha tenuto a chiarire poi che il bimbo in macchina era tenuto fermo dalla cintura di sicurezza a cui lui aveva aggiunto una fascetta solo perché in passato era successo che il piccolo avesse schiacciato il pulsante della cintura mettendosi in condizioni di pericolo mentre lui guidava. Intanto, a fronte del positivo decorso post operatorio dopo l’intervento subito per il taglio alla giugulare, Luisa, 47 anni, ieri ha potuto lasciare il Maggiore di Bologna.
Ieri si è tenuto l'interrogatorio di garanzia davanti al gip Andrea Romito che, dopo essersi in un primo momento riservato di valutare, nel pomeriggio ha convalidato l’arresto e ha applicato la misura di custodia cautelare in carcere. Decisione che però è avvenuta in assenza di richieste alternative da parte della difesa.
L’avvocato Guido Sola che l’assiste sul fronte penale (mentre quello civile è affidato a Elena Lenzini) vuole infatti prima approfondire il caso (ha ricevuto la nomina solo ieri mattina) per valutare apposita istanza.
È stato un interrogatorio di un’ora circa, in cui Turelli ha risposto alle domande mostrandosi molto provato, a tratti con la voce rotta dall’emozione. Ha assicurato al giudice che non voleva fare del male a nessuno, tanto che era partito da Sant’Anna Pelago con la sorella Ivana e il marito della cugina proprio per avere supporto nel risolvere a parole eventuali problemi nella consegna del figlio. A cui ha ricordato di avere avuto diritto in base alla sentenza di separazione che per il periodo estivo aveva disposto l’affidamento al padre per due settimane: una l’aveva già fatta, l’altra doveva andare proprio dal 3 al 10 agosto.
Turelli ha sottolineato le difficoltà incontrate da tempo della consegna del piccolo, specificando che per questo la mattina stessa di venerdì aveva telefonato ai Servizi sociali di Vignola chiedendo di essere accompagnato per il prelevamento, ma di essersi sentito dire che non doveva avere timori perché aveva diritto alla consegna. A quel punto aveva preso con sé i parenti, temendo lo stesso che qualcosa potesse andare storto.
La dinamica esatta di quello che è successo è ancora da chiarire: l’uomo ha detto che non è stata un’aggressione ma una lite partita dall’ennesimo diverbio con l’ex. Ha sottolineato di aver perso la testa, di non essere ancora in grado di ricostruire le fasi che l’hanno portato ad aggredire la donna con il vecchio coltellino che aveva da quando era 14enne e che teneva abitualmente nel suo Doblò (non in tasca) con i vari attrezzi per i lavoretti che faceva in giro.
Ha tenuto a chiarire poi che il bimbo in macchina era tenuto fermo dalla cintura di sicurezza a cui lui aveva aggiunto una fascetta solo perché in passato era successo che il piccolo avesse schiacciato il pulsante della cintura mettendosi in condizioni di pericolo mentre lui guidava. Intanto, a fronte del positivo decorso post operatorio dopo l’intervento subito per il taglio alla giugulare, Luisa, 47 anni, ieri ha potuto lasciare il Maggiore di Bologna.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
