Gazzetta di Modena

Modena

Frenata per la maxi stalla Ma Polinago è in allerta

di Daniele Montanari
Frenata per la maxi stalla Ma Polinago è in allerta

Il Comune ha chiesto integrazioni per il progetto proposto per Casa Matteazzi Magnani: «Ci devono spiegare se è lecito sia per l’urbanistica che per la salubrità»

3 MINUTI DI LETTURA





POLINAGO. È stato sospeso l'iter valutativo per la realizzazione della maxi stalla di Casa Matteazzi. Ma questo non vuol dire che non si faccia: gli uffici hanno semplicemente richiesto integrazioni. Lo si è appreso nell'ultimo Consiglio di Polinago, quando in una sala con un fitto pubblico è stata discussa l'interrogazione presentata dalla capogruppo di opposizione Simona Magnani su una faccenda che continua a far discutere. Come riferito nei giorni scorsi dalla Gazzetta, l'Azienda Agricola Baroni Patrizia a metà giugno ha presentato (in Comune e al Suap di Pavullo) domanda realizzare uno stallone da 3.500 metri quadrati in un campo di 22 ettari ai lati di via Banzola. Cioè a pochi metri dalle abitazioni e anche da una casa di riposo. I residenti sono sul piede di guerra, perché temono il riproporsi della stessa dinamica che da anni segna Castagneto (Pavullo), dove ci sono state lamentele continue per i cattivi odori e gli spandimenti legati a un'altra maxi stalla. Qui i capi per cui si fa domanda sono 191, ma la stalla domani potrebbe contenerne anche 350. Di qui i timori di un colpo devastante su una zona di rilievo paesaggistico che in questi anni ha visto un ripopolamento fatto anche di gente di pianura alla ricerca di pace e natura “alla portata”, grazie ai 20 minuti di distanza da Sassuolo. Nella sua interrogazione, la Magnani ha chiesto se dal dal punto di vista sanitario e urbanistico l'intervento è lecito, sostenendo che in zona di pregio paesaggistico non ci possono essere allevamenti industriali, come questo è da ritenere. Ma ha sollevato anche la questione sanitaria, dicendo che una struttura di quel tipo è da ritenersi insalubre di prima classe e quindi da collocare in zona isolata, in base al Testo Unico delle Leggi Sanitarie (Tuls). «A Casa Matteazzi bisogna investire su famiglie e residenti – ha sottolineato – il progetto va ridimensionato o spostato». Il sindaco Gian Domenico Tomei ha spiegato che l'iter di valutazione è stato sospeso il 13 luglio dall'ufficio Suap per una richiesta di ulteriore documentazione su tutti quegli aspetti sollevati nell'interrogazione: dal rapporto superficie/capi, all'antincendio, la viabilità e altro, mentre per gli scarichi sarà necessaria un'autorizzazione Aua (Autorizzazione unica ambientale). «Se si profila come industria insalubre, non può essere fatta» ha sottolineato. «Ora attendiamo gli altri documenti e gli esami tecnici del Comune ma anche di Suap, Ausl e Arpae perché le regole sono uguali per tutti e quella comunque è zona agricola». «Anni fa si è classificato così il territorio di Polinago – ha osservato l'ex sindaco Armando Cabri – ma oggi ci ritroviamo un solo caseificio degli otto che c'erano. Abbiamo perso l'agricoltura e adesso perdiamo anche il turismo». Entro metà settembre dovrebbero pervenire tutte le integrazioni, a ruota il fatidico verdetto. Chiaro che questi giorni saranno vissuti con una certa apprensione dai residenti: «Io spero che il progetto si possa fermare – rimarca Luca Beccari - sennò dovrò prendere su la mia famiglia e andare via, nonostante abbia ancora il mutuo sulla casa». DIDA: Il terreno da 22 ettari ai lati di via Banzola, a Casa Matteazzi, dove dovrebbe sorgere il contestato stallone.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google