CONFARTIGIANATO LAPAM
Gelato e pizze al taglio: boom di locali a Modena
La dieta mediterranea fa bene alla linea degli italiani. Secondo una rilevazione di Confartigianato Lapam, la quota di obesi nel nostro Paese è pari al 9,8% della popolazione adulta, una percentuale...
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La dieta mediterranea fa bene alla linea degli italiani. Secondo una rilevazione di Confartigianato Lapam, la quota di obesi nel nostro Paese è pari al 9,8% della popolazione adulta, una percentuale che ci assegna il record dei più snelli tra i 7 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e il terzo posto tra gli Stati dell’Ocse (dopo Giappone e Corea del Sud).
Se gli italiani sono tra i più in forma al mondo il merito è anche di un’alimentazione in cui prevalgono qualità e genuinità dei prodotti artigiani. Caratteristiche molto apprezzate dai nostri connazionali anche nei consumi tipici dell’estate. Tra gelati, birre, street food, pizza, olio d’oliva, le famiglie italiane spendono 9,7 miliardi di euro l’anno.
La spesa maggiore, 3.048 milioni di euro complessivi e 118 euro a famiglia, è dedicata all’olio d’oliva. Per il simbolo del cibo made in Italy, la pizza, gli italiani spendono 2.983 miliardi l’anno, pari a 115 euro a famiglia. Nell’alimentazione estiva non può mancare il gelato: i nostri connazionali ne consumano per un valore di 1.849 milioni di euro, con una media di 72 euro a famiglia. Quasi a pari merito la birra, che vale 1.828 milioni, con una spesa media per famiglia di 71 euro.
A Modena e provincia, in particolare, sono ben 179 le gelaterie/pasticcerie artigiane, mentre i locali di street food e pizzerie da asporto sono 415. Numeri molto significativi che segnalano la propensione dei modenesi di gustare un buon gelato artigianale o di cenare con una pizza in casa, o magari con lo street food di casa nostra, come le tigelle.
«La genuinità delle specialità artigiane – sostiene il presidente di Lapam Confartigianato Alimentazione Francesco Caselli – fa bene alla salute, mantiene in forma, fa muovere l’economia e contribuisce a mantenere alta la bandiera del food made in Italy nel mondo. La “ricetta” dei prodotti artigiani è il rispetto delle materie prime e delle tecniche di lavorazione tradizionali, e un’attenzione sempre più diffusa a soddisfare particolari esigenze dietetiche o legate a intolleranze alimentari della clientela». In Emilia Romagna le imprese di questi settori sono 4.455, al secondo posto in Italia dietro la sola Lombardia.
Se gli italiani sono tra i più in forma al mondo il merito è anche di un’alimentazione in cui prevalgono qualità e genuinità dei prodotti artigiani. Caratteristiche molto apprezzate dai nostri connazionali anche nei consumi tipici dell’estate. Tra gelati, birre, street food, pizza, olio d’oliva, le famiglie italiane spendono 9,7 miliardi di euro l’anno.
La spesa maggiore, 3.048 milioni di euro complessivi e 118 euro a famiglia, è dedicata all’olio d’oliva. Per il simbolo del cibo made in Italy, la pizza, gli italiani spendono 2.983 miliardi l’anno, pari a 115 euro a famiglia. Nell’alimentazione estiva non può mancare il gelato: i nostri connazionali ne consumano per un valore di 1.849 milioni di euro, con una media di 72 euro a famiglia. Quasi a pari merito la birra, che vale 1.828 milioni, con una spesa media per famiglia di 71 euro.
A Modena e provincia, in particolare, sono ben 179 le gelaterie/pasticcerie artigiane, mentre i locali di street food e pizzerie da asporto sono 415. Numeri molto significativi che segnalano la propensione dei modenesi di gustare un buon gelato artigianale o di cenare con una pizza in casa, o magari con lo street food di casa nostra, come le tigelle.
«La genuinità delle specialità artigiane – sostiene il presidente di Lapam Confartigianato Alimentazione Francesco Caselli – fa bene alla salute, mantiene in forma, fa muovere l’economia e contribuisce a mantenere alta la bandiera del food made in Italy nel mondo. La “ricetta” dei prodotti artigiani è il rispetto delle materie prime e delle tecniche di lavorazione tradizionali, e un’attenzione sempre più diffusa a soddisfare particolari esigenze dietetiche o legate a intolleranze alimentari della clientela». In Emilia Romagna le imprese di questi settori sono 4.455, al secondo posto in Italia dietro la sola Lombardia.
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