Modena e l'hascisc, il “fumo” dilaga tra i giovani
Uno studente su quattro consuma cannabis: «È normale, non è un problema». Al Sert 46 sono in cura per averne abusato
MODENA. Un quarto degli studenti modenesi ha fumato cannabis nell’arco dell’anno appena trascorso, alcuni minorenni hanno già grossi problemi con la cocaina e l’eroina. In questo contesto è costante da anni la diffusione delle droghe leggere tra i ragazzi, in un “mare” di alcol e di tabacco, dove chi ha problemi e fragilità corre il rischio di cadere in esperienze forti, a volte purtroppo fatali come quella della 16enne che ha perso la vita a causa dell’ecstasy.
Questo è il quadro modenese che non si scosta più di tanto da quello nazionale che è stato diffuso nei giorni scorsi dal dipartimento politiche antidroga nella sua relazione al parlamento. Nella relazione si legge che la cannabis è la sostanza psicoattiva più diffusa sia tra la popolazione adulta che tra i giovanissimi.
Circa un terzo della popolazione ne ha sperimentato gli effetti almeno una volta nel corso della propria vita, oltre un quarto degli studenti delle scuole superiori ne ha fatto uso nel 2016. E inoltre circa 90mila studenti riferiscono un uso pressoché quotidiano della cannabis e quasi 150mila sembrano farne un uso problematico.
Dunque un quarto degli studenti: se a Modena sono circa 14.450 i ragazzi delle superiori ecco che abbiamo quel famoso quarto che ha fumato droghe leggere, cioè 3.600 ragazzi.
Supponiamo, come è facile che sia, che ognuno abbia speso dieci, venti euro al mese o all’anno per fare acquisti specifici, si evince come il denaro corra fluente nelle tasche di chi spaccia e di conseguenza si spiega il perché ci siano tanti spacciatori al lavoro in città. Ma lasciamo, purtroppo, il businness in strada ed addentriamoci nel mondo dei giovani consumatori con Claudio Ferretti, responsabile del Sert. «Solitamente la situazione nazionale rispecchia quella locale del nostro territorio anche perché i dati a Roma vengono forniti dalla Regione che a sua volta viene informata da varie fonti locali. Al Sert di Modena lo scorso anni abbiamo trattato 46 casi di persone con problematiche relative ad abuso importante di cannabinoidi, 77 per la cocaina e 350 eroinomani di cui 180 per via endovenosa. L’andamento non si discosta da quello che riscontriamo da alcuni anni. Tra i giovanissimi, e parlo dai 14 anni in su, vi è un consumo molto alto di alcol e di tabacco. C’è una consuetudine a bere e a fumare, un approccio naturale».
Un “così fan tutti” che può essere molto pericoloso e distruttivo. «In questo contesto solitamente alle superiori i ragazzi iniziano a “fumare”, conoscono l’hascisc e la marijuana, l'iniziazione avviene in fretta. E bisogna fare attenzione ai giovanissimi fragili, quelli che già hanno problemi di relazione o famigliari. È in questo contesto che la corsa allo sballo diventa una fuga da cercare come via d’uscita; per questo motivo si bruciano tappe distruttive, si arriva a provare droghe più forti e pericolose». Da qui l'assuefazione, la dipendenza prima psicologica e poi fisica.
«Infatti abbiamo in cura al Sert - spiega Claudio Ferretti - sei casi di minorenni, nella fascia d’età dai 15 sino ai 18 anni che hanno problemi da droghe pesanti. L’uso degli alcolici e del tabacco è sceso sotto ai 14 anni, siamo già alle scuole medie inferiori, la cannabis arriva alle superiori. Ma abbiamo dei casi di giovani minorenni che usano delle droghe più pesanti, eroina e cocaina. Sono casi limitati ma sono situazioni difficili, indicano che il ragazzo sta facendo un “salto di qualità”. Da noi arriva lo sperimentatore di cocaina ed eroina, il che vuol dire che queste droghe si stanno insinuando in quella fascia. a Quando abbiamo a che fare coi nuovi giovanissimi e chiediamo delle loro esperienze la risposta è sempre quella: “Sì ho fumato, ma è normale, non è un problema”. Così come quando chiediamo per altre droghe “Sì, ma non è un problema”. C’è la ricerca della novità, dello sballo diverso dal solito e il mercato, oltre al fumo, offre a prezzi stracciati cocaina ed eroina. Con il fatto che vengono sniffate o inalate queste sostanze vengono sottovalutate. Si inizia così una escalation che può portare alla tossicodipendenza».
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