Mattia: inchiesta per omicidio colposo
Il procuratore capo: «Ci sono più indagati, la vicenda è complessa e riguarda la sala-palestra. Serve un’autopsia accurata»
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C’è più di un indagato per omicidio colposo per il decesso di Mattia Dall'Aglio, l’atleta del Gruppo sportivo di nuoto del Vigili del Fuoco di Modena trovato morto domenica a 24 anni mentre stava facendo riscaldamento dentro la sala attrezzata a palestra dentro l’impianto della piscina, in via Della Valle. Il fascicolo è in mano al sostituto Katia Marino che domani incaricherà il medico legale per l’autopsia. Quanto alla dinamica dei fatti, si è chiarito che Mattia è entrato nella sala alle 14.30, era solo ed è stato trovato morto alle 17.30. Spiega il procuratore capo Lucia Musti: «La Procura ha aperto un fascicolo, l'ipotesi è omicidio colposo e daremo anche degli avvisi di garanzia ad uno o più indagati». «Perché - spiega la Musti - sarà fatto un atto garantito, ossia un'autopsia con ogni accertamento possibile, anche sui liquidi biologici, non solo per accertare lo stato di salute del ragazzo prima della morte, ma anche qualora il giovane avesse assunto dei farmaci di qualunque natura che potrebbero, chissà, aver cagionato una situazione di pericolo, che può aver provocato, insieme ad altri fattori, ma ripeto, parlo di ipotesi, la morte».
«Quindi - aggiunge la Musti - ai fini poi di opporre i risultati di questa autopsia agli indagati che potrebbero contestare anche l'esito dell'autopsia stessa, daremo avvisi di garanzia, a garanzia degli indagati. Lavoriamo su ipotesi a 360 gradi. In primo luogo c'è lo stato di salute del ragazzo, che anche se sportivo e giovane potrebbe aver avuto (parlo sempre di ipotesi) anomalie congenite delle quali non si è a conoscenza e, come accaduto in altri fatti analoghi, anomalie che a un certo punto saltano fuori e possono contribuire a cagionare l'evento mortale. In primo luogo lavoreremo sul corpo del povero ragazzo e lo analizzeremo in ogni dettaglio».
L’attenzione della Procura è focalizzata sul luogo dove è avvenuto il decesso di Dall'Aglio, 24enne originario di Montecchio ( Reggio). «Quel luogo - prosegue la Musti - viene chiamato palestra. Ma non è una palestra. Una palestra, come sappiamo, deve avere varie autorizzazioni quindi sono diverse autorità che interferiscono quando si apre una palestra. Non si tratta di una palestra ma di una stanza attrezzata alla buona con macchine, diciamo così, per fare palestra».
«Questa stanza attrezzata - è priva di docce ed aria condizionata. Infatti il ragazzo è stato trovato da un signore che passava e che ha visto la porta aperta. Il ragazzo è entrato lì in assoluta solitudine. Questo luogo attrezzato a “sala macchine” è in uso ad un numero limitato di persone che accedono attraverso una chiave detenuta dal bar. Quindi abbiamo, piscina, “palestra” e bar, che pare aveva anche un elenco di persone che potevano accedere. La situazione è quindi complessa».
Secondo la Musti servono accertamenti non solo autoptici ma anche di ricostruzione dei fatti. Giovedì sarà dato l'incarico al medico legale che di solito impiega due mesi per concludere la sua relazione. Nel frattempo si continua ad indagare. La proprietà della struttura? Pare che sia dei vigili del fuoco, data poi in uso ad associazioni di volontariato sportive che gestiscono questi luoghi, un fatto abbastanza diffuso questo.
«Quindi - aggiunge la Musti - ai fini poi di opporre i risultati di questa autopsia agli indagati che potrebbero contestare anche l'esito dell'autopsia stessa, daremo avvisi di garanzia, a garanzia degli indagati. Lavoriamo su ipotesi a 360 gradi. In primo luogo c'è lo stato di salute del ragazzo, che anche se sportivo e giovane potrebbe aver avuto (parlo sempre di ipotesi) anomalie congenite delle quali non si è a conoscenza e, come accaduto in altri fatti analoghi, anomalie che a un certo punto saltano fuori e possono contribuire a cagionare l'evento mortale. In primo luogo lavoreremo sul corpo del povero ragazzo e lo analizzeremo in ogni dettaglio».
L’attenzione della Procura è focalizzata sul luogo dove è avvenuto il decesso di Dall'Aglio, 24enne originario di Montecchio ( Reggio). «Quel luogo - prosegue la Musti - viene chiamato palestra. Ma non è una palestra. Una palestra, come sappiamo, deve avere varie autorizzazioni quindi sono diverse autorità che interferiscono quando si apre una palestra. Non si tratta di una palestra ma di una stanza attrezzata alla buona con macchine, diciamo così, per fare palestra».
«Questa stanza attrezzata - è priva di docce ed aria condizionata. Infatti il ragazzo è stato trovato da un signore che passava e che ha visto la porta aperta. Il ragazzo è entrato lì in assoluta solitudine. Questo luogo attrezzato a “sala macchine” è in uso ad un numero limitato di persone che accedono attraverso una chiave detenuta dal bar. Quindi abbiamo, piscina, “palestra” e bar, che pare aveva anche un elenco di persone che potevano accedere. La situazione è quindi complessa».
Secondo la Musti servono accertamenti non solo autoptici ma anche di ricostruzione dei fatti. Giovedì sarà dato l'incarico al medico legale che di solito impiega due mesi per concludere la sua relazione. Nel frattempo si continua ad indagare. La proprietà della struttura? Pare che sia dei vigili del fuoco, data poi in uso ad associazioni di volontariato sportive che gestiscono questi luoghi, un fatto abbastanza diffuso questo.
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