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Minori non accompagnati, ora è emergenza

Minori non accompagnati, ora è emergenza

Il 10% di chi arriva ha già una dipendenza perché fa uso “pesante” di cannabis. Legami con lo spaccio

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C’è anche un problema, assolutamente da non sottovalutare per tutta una serie di risvolti e di ricadute sul territorio: quello dei nuovi “casi d’importazione”, ovvero i minori stranieri non accompagnati che abusano di sostanze cannabinoidi.

I responsabile del Sert Claudio Ferretti spiega: «Adesso sta arrivando l’ondata dei minori stranieri non accompagnati, un’ondata che si è fatta sentire sopratutto dall’inizio di quest’anno. Ragazzi stranieri, quelli che solitamente vengono collocati nelle comunità di vario tipo. Di quel gruppo di minori stranieri non accompagnati (mi sembra siano circa 150) abbiamo stimato che il 10 per cento sono ragazzi con problemi di uso di droghe»

«Arrivano qua a diciassette anni - riferisce il responsabile del Sert - e vengono da una storia personale molto spesso di uso di cannabis “pesante” sin da quando hanno undici, dodici anni. Il fatto è che in quei Paesi da dove provengono, Tunisia e Marocco, non essendoci l’alcol la prima droga diventa l’hascisc. Loro ce l’hanno a disposizione, è facile averlo e consumarlo. Non ha neanche un grandissimo “significato” consumarlo. Il problema nasce che questi vengono qui in Italia con questa abitudine ormai più che consolidata. Il che significa che si collegano direttamente con il mondo dell’illegalità e dello spaccio e da qui nascono tutti quei problemi che ricadono sul territorio». «Trovano in fretta, hanno subito gli agganci con quelli più grandi che li portano subito in questo tipo di devianza. Stiamo cercando di lavorare per interrompere questo giro vizioso».

«È questo un fenomeno nuovo, emergente - considera Ferretti - lo è tutto il tema dei migranti. In ogni campo c’è qualcosa di nuovo, dal punto di vista sanitario, per fare un esempio, arrivi di persone con tubercolosi, casi che non si vedevamo da tempo. Nel mio settore abbiamo casi di ragazzi che hanno avuto una iniziazione molto precoce alla cannabis perché vengono dalle zone di produzione e quindi vengono qui già con una dipendenza, una abitudine che li porta facilmente, se non viene interrotta, sul percorso dell’illegalità e questo è un tema molto delicato».

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