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«Moto e bici a tutta birra!» Ogni weekend un dramma

di Luca Gardinale
«Moto e bici a tutta birra!» Ogni weekend un dramma

Sulla via Giardini da Maranello a Serramazzoni è un triste e frequente bollettino I residenti: i motociclisti si sentono in pista, i ciclisti in gruppo occupano la strada

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MARANELLO. «Se fanno anche i cento all’ora? Beh, sì, i cento li fanno. Quando vogliono aspettare quelli dietro, li fanno…». Ormai i residenti hanno imparato a prenderla con ironia, anche perché qui gli autovelox - quelli fissi sono spenti, anche se la presenza dei box un po’ serve come deterrente - contano poco. Perché da San Venanzio a Stella tutti sanno di vivere lungo la strada più veloce della provincia: non per i limiti, che come altrove vanno dai 50 ai 70 chilometri all’ora a seconda del tratto, ma semplicemente perché per i motociclisti la Giardini è a tutti gli effetti una pista. E allora i limiti non contano, perché qui si va su e si arriva giù a velocità folli: «Al sabato chi va ai cento all’ora va piano - sorride Carlo Valenti, titolare della macelleria Fratelli Valenti di San Venanzio, nel territorio di Maranello - purtroppo chi arriva in moto non guarda tanto alle curve e non pensa a chi potrebbe arrivare dall’altra parte della strada, e di conseguenza ogni anno c’è un tributo da pagare». Tributo che quest’anno ha visto anche la morte di Paolo Guazzi, dentista molto noto a Modena, che il primo maggio scorso ha perso il controllo della sua Ducati in una curva alle porte di Stella di Serramazzoni. «Per fortuna non tutti gli incidenti sono così drammatici - riprende Valenti - ma il fatto è che qui ogni weekend succede qualcosa, tra moto e biciclette». Perché le situazioni pericolose riguardano anche le ‘due ruote’: «Praticamente sono pericolose quanto le moto - riprende il macellaio di San Venanzio - perché in certi punti scendono giù ai 70 all’ora, e spesso i ciclisti si affiancano uno all’altro, occupando buona parte della carreggiata. E a volte sono anche maleducati, perché rispondono male a chi fa notare che facendo così creano pericoli per tutti…». Pericoli che sono sempre al centro delle riunioni con il sindaco di Maranello e con i residenti: «L’attenzione sul tema c’è - conclude Valenti - ma è difficile convincere chi arriva qua in moto a rispettare i limiti. I controlli con gli ‘scout speed’, comunque, a qualcosa servono: sono convinto che dopo due o tre multe anche loro inizino a capire che non è il caso di andare così forte. Altre soluzioni non ne vedo, a parte il consiglio di... mettere via la moto e scendere in vespa...». Il problema è molto sentito in tutti i paesi attraversati dalla Giardini, Serra compresa: «Il fatto è che per guidare ci vuole la testa - spiega Franco Scurani, ex autista di autobus - Qui nei fine settimana si arriva su e si scende a velocità folli, mettendo a rischio anche la vita degli altri, perché non si sa mai cosa o chi si troverà dietro la curva». «Se ci sono delle regole, come i limiti di velocità, bisogna rispettarle - gli fa eco Eligio Sirotti, anche lui ex autista di autobus, e dunque abituato a fare i conti con le moto - altrimenti si fanno danni anche alle altre persone: quindi, visto che le multe sono l’unico deterrente, è un bene che ci siano controlli e sanzioni». E a ricordare che tra i problemi c’è anche quello delle biciclette è Romano Gorzanelli: «Scendono giù a tutta velocità a coppie o a gruppi di tre, e affiancandosi occupano tutta la strada».

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