Gazzetta di Modena

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Provincia, costi di gestione alle stelle

di Stefano Luppi
Provincia, costi di gestione alle stelle

Dossier del Senato dimostra come i continui prelievi dello Stato penalizzino la capacità dell’ente di far fronte alle spese

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Esplodono, secondo un dossier del Senato, i costi di amministrazione delle Province, e Modena non è da meno, ma la colpa è tutta da attribuire ai continui innalzamenti dei prelievi da parte dello Stato che impoveriscono gli enti locali. La Provincia di Modena, ad esempio, sarebbe addirittura riuscita a risparmiare, tra il 2013 e il 2015, avrebbe risparmiato 5 milioni di euro, ma non riesce comunque a far fronte ai costi.

È l’ennesima conferma della riforma “monca” delle province. Come noto il trionfo del “no” al referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre ha sì salvato gli enti Provincia dalla cancellazione in Costituzione, ma non ha cancellato la legge Delrio. Quest’ultima, voluta nel 2014 dall’ex sindaco di Reggio Graziano Delrio, è infatti ancora vigente e ha prevista la trasformazione in ente di secondo livello - ossia i cittadini non eleggono e non pagano più i propri politici rappresentanti - nonché il taglio di finanziamenti per settori molto importanti sui territori come la manutenzione delle scuole e la gestione delle strade.

Non a caso, proprio nei giorni scorsi, abbiamo riportato che il sindaco e presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli abbia fatto un esposto a Procura e Prefettura proprio sul tema strade. «Mancano 60 milioni per la gestione delle strade - questa la sintesi di Muzzarelli - ma siamo responsabili di eventuali incidenti sulle strade dissestate. Così non va perché lo Stato aumento di anno in anno i prelievi sulle entrate della provincia».

Se lo Stato taglia finanziamenti importanti aumentando i prelievi, in questo modo, spiega appunto un recente dossier del Senato, esplodono i costi di gestione per le Province. Insomma è come una botte che perde da due lati, anche se probabilmente i cittadini non vorrebbero un ulteriore ente amministrativo e contemporaneamente strade senza buche e scuole antisismiche. E dalla Provincia confermano il quadro emerso da questo dossier del nuovo ufficio “Valutazioni impatti delle leggi” voluto dal presidente del Senato Grasso. «L’aumento delle spese generali di amministrazione tra il 2013 e il 2015, come spiega lo studio del Senato, è dovuta dalla quota di prelievo dello Stato sulle risorse dell'ente che viene contabilizzata proprio in questa voce. - spiegano dalla Provincia - Se non si tiene conto di questo prelievo, imposto per legge, la Provincia di Modena ha conseguito dal 2013 al 2015 un risparmio sulle spese di gestione di quasi 5 milioni di euro. Le spese correnti delle funzioni generali, amministrazione, gestione e controllo sono infatti aumentate dai 23 milioni del 2013 ai 38 milioni a causa dell'aumento del prelievo dello Stato passato dagli otto milioni del 2013 ai 28 milioni del 2015, cioè 20 milioni in più. Al netto dei prelievi le spese generali sono passate da 15 milioni (23 milioni meno otto milioni di prelievo) a dieci milioni di euro (38 milioni di spese di amministrazione meno 28 milioni di prelievo dello Stato) nel 2015. E nel 2016 e 2017 il prelievo è salito a 37 milioni, su un totale nel 2017 di 61 milioni di entrate tributarie». La Provincia inoltre spiega che i «Risparmi sono dovuti al calo sulle spese di gestione, sull'acquisto di beni e servizi e alla riduzione del personale, sceso di quasi cento unità per effetto del blocco delle assunzioni. E nel periodo preso in esame dalla ricerca, i prelievi dello Stato si sono fatti sentire anche sul versante degli investimenti, scesi dai 67 milioni del 2013 ai 20 milioni del 2015». Insomma lo Stato avrà anche risparmiato per le province una spesa di 5 miliardi di euro. Ma a che prezzo per i territori?

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