Bomporto, ragazza aggredita e palpeggiata, caccia al bruto
Adolescente affiancata a Sorbara da un magrebino che l’ha fatta cadere e poi assalita. Il testimone: «Lui era appena venuto a chiedermi lavoro, ho aiutato la vittima». Indagano i carabinieri
BOMPORTO. Una giornata calda e soleggiata, tipica estiva, la voglia di raggiungere a Bastiglia qualche amica in bici e trascorrerla in piscina, per divertirsi tra ragazze. Poi l’agguato, improvviso, meschino, violento che ha trasformato in un attimo la sua spensieratezza in paura e trauma.
Perché questa ragazzina, appena adolescente, è stata aggredita da un magrebino poco più grande di lei che dopo averla sbattuta a terra ha tentato di usarle violenza sessuale. In mezzo ad una strada e in pieno giorno. No, non è un film né un brutto sogno, ma quello che è successo realmente ieri mattina in via Verdeta. Ad una ragazzina che potrebbe essere la figlia, la nipote, la sorella di tanti. Che per alcuni minuti è stata vittima del suo assalitore senza scrupoli che solo le grida insistenti della vittima hanno messo infine in fuga.
Una scena terribile che non è passata inosservata ai residenti della zona che hanno subito allertato le forze dell’ordine e poi prestato soccorso alla ragazza.
«Erano più o meno le 9,30 quando ho visto passare in bicicletta sulla via quella ragazzina, in direzione Bastiglia - racconta un agricoltore che abita poco distante - Ero in campagna sul mio trattore. Dopo alcuni istanti ho visto quel magrebino, sui 17-18 anni, anche lui in bicicletta, che pedalava come un forsennato per raggiungerla. La cosa incredibile è che poco prima era venuto da me in cerca di lavoro, ma gli ho detto che non avevo bisogno. Comunque per me non è di Sorbara, non lo avevo mai visto prima».
Una volta avvicinata la ragazza, l’assalto vero e proprio. «Ad un certo punto ho visto che il giovane è riuscito ad affiancare la ragazza e tentare un approccio a parole - riprende il testimone - lei continuava a pedalare, provando a far finta di niente, finché lui probabilmente le ha urtato la bicicletta apposta facendola cadere a terra. Dopo di che le è saltato sopra e ha provato a palpeggiarla. Lei continuava a gridare forte e tentava di divincolarsi, finché il ragazzo non ha desistito, ha preso la sua bici ed è scappato in direzione Bastiglia. A quel punto ho chiamato subito i carabinieri».
Poi il conforto verso la ragazza che, ieri, ha scelto giustamente di chiudersi nel suo silenzio, per provare a superare un’aggressione che fino a qualche anno fa sarebbe stata impensabile in un piccolo paese come Sorbara. «Dopo che il magrebino è scappato, ho visto che la ragazza si alzava da terra e con le ginocchia sbucciate saliva in sella alla sua bici - dice il suo soccorritore - così le ho subito detto di fermarsi da me. Era molto spaventata ma continuava a ripetere: “Quel ragazzo mi ha toccata e palpeggiata”. Sono sconvolto perché conosco la sua famiglia ed è come fosse successo a mia figlia o mia nipote. Che mondo è diventato se non possiamo più lasciare andare in giro nemmeno di giorno i nostri ragazzi da soli?».
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