LO SFOGO DEL PROPRIETARIO DELLA VILLA
«Se rovineranno La Busa chiudo l’acetaia Lonardi»
«Il sindaco Muzzarelli dovrebbe dire la verità e non dare la colpa alla mia famiglia se il progetto non si è fatto. In ogni caso se arriveranno a rovinare il nostro borgo La Busa io chiuderò l’acetaia...
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«Il sindaco Muzzarelli dovrebbe dire la verità e non dare la colpa alla mia famiglia se il progetto non si è fatto. In ogni caso se arriveranno a rovinare il nostro borgo La Busa io chiuderò l’acetaia e me ne andrò perché non è vero che non voglio la nuova complanare».
L’amaro sfogo è di Davide Lonardi Leonelli, proprietario della villa liberty che sarà fortemente impattata dalla complanarina, se si procederà con l’attuale progetto. Il proprietario dello storico stabile, sul cui terreno adiacente dovrebbe passare la nuova arteria stradale, va giù duro e tiene a precisare la vicenda dal suo punto di vista. Intanto sul suo ruolo e su quello della Soprintendenza, ente che nel corso del 2016 ha mantenuto il parere negativo nonostante le modifiche proposte dai progettisti di Società Autostrade per alleggerire l’impatto su villa Lonardi.
«Noi chiaramente - spiega Davide Lonardi - andremo avanti con la nostra protesta fino a quando sarà possibile farlo. Intanto ho due punti da chiarire».
Dica.
«Occorre fare capire alla cittadinanza che non è vero quel che il sindaco Muzzarelli e l’assessore Giacobazzi continuano a dire. Ossia che tutto il problema è relativo a un pezzetto del terreno agricolo di pertinenza della nostra villa. Ci danno la colpa quasi fossimo noi ad avere posto il vincolo, mentre è stato l’ente statale Soprintendenza a farlo, decretando l’area dal 1994 di alto interesse storico e artistico. Il questo modo fanno intendere che sono i privati che bloccano tutto, mentre chiaramente né io ne il comitato di protesta di località La Busa abbiamo questo potere».
Secondo punto?
«È forse più importante. Occorre dire chiaramente che tutto il borgo La Busa verrà distrutto dal punto di vista strutturale se la strada passerà da lì. Si interromperebbe strada Medicine per farne un’altra e le ricordo che questa via ai tempi di costruzione dell’autostrada venne tutelata grazie a un sottopassaggio».
È questo il motivo della vostra protesta?
«Sì, non si tratta solo di salvare un bene storico, ma di salvare un borgo di piccoli imprenditori. Qui c’è un caseificio, la nostra acetaia, il noto ristorante e l’anno scorso siamo stati capaci di accogliere qui 14mila turisti. Tra loro anche persone note come il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg o l’attore di 007 Pierce Brosnan che hanno constatato come qui nel nostro piccolo lavoriamo tutti bene».
Quindi complanare sì, ma non nel mio giardino?
«“Noi vorremmo la complanare, ma il sindaco dovrebbe puntare al miglior risultato e quindi al percorso alternativo. Non è vero che non si può fare, si può assolutamente prendere in esame un percorso alternativo senza recare danni così elevati a qui chi vive e lavora. Non tagliamo il borgo a metà. E poi, ma qui non ho dati, forse un progetto alternativo costerebbe anche meno e non è disprezzabile anche se paga Società Autostrade. Noi diciamo facciamola, ma facciamola bene e non date la colpa a noi”.
Se si andrà avanti diceva che lei chiude l’acetaia?
«Sì lascerei l’attività e me ne andrei perché tenga anche presente che questa villa è anche aperta. Non per tutti naturalmente, visto che qui ci vivo con la mia famiglia, ma molti possono anche visitarla. Sarà ben meglio avere un reperto liberty ben tenuto piuttosto che un rudere come vedo da varie parti. La verità è che gli interessi politici hanno preso il sopravvento ».
Stefano Luppi
L’amaro sfogo è di Davide Lonardi Leonelli, proprietario della villa liberty che sarà fortemente impattata dalla complanarina, se si procederà con l’attuale progetto. Il proprietario dello storico stabile, sul cui terreno adiacente dovrebbe passare la nuova arteria stradale, va giù duro e tiene a precisare la vicenda dal suo punto di vista. Intanto sul suo ruolo e su quello della Soprintendenza, ente che nel corso del 2016 ha mantenuto il parere negativo nonostante le modifiche proposte dai progettisti di Società Autostrade per alleggerire l’impatto su villa Lonardi.
«Noi chiaramente - spiega Davide Lonardi - andremo avanti con la nostra protesta fino a quando sarà possibile farlo. Intanto ho due punti da chiarire».
Dica.
«Occorre fare capire alla cittadinanza che non è vero quel che il sindaco Muzzarelli e l’assessore Giacobazzi continuano a dire. Ossia che tutto il problema è relativo a un pezzetto del terreno agricolo di pertinenza della nostra villa. Ci danno la colpa quasi fossimo noi ad avere posto il vincolo, mentre è stato l’ente statale Soprintendenza a farlo, decretando l’area dal 1994 di alto interesse storico e artistico. Il questo modo fanno intendere che sono i privati che bloccano tutto, mentre chiaramente né io ne il comitato di protesta di località La Busa abbiamo questo potere».
Secondo punto?
«È forse più importante. Occorre dire chiaramente che tutto il borgo La Busa verrà distrutto dal punto di vista strutturale se la strada passerà da lì. Si interromperebbe strada Medicine per farne un’altra e le ricordo che questa via ai tempi di costruzione dell’autostrada venne tutelata grazie a un sottopassaggio».
È questo il motivo della vostra protesta?
«Sì, non si tratta solo di salvare un bene storico, ma di salvare un borgo di piccoli imprenditori. Qui c’è un caseificio, la nostra acetaia, il noto ristorante e l’anno scorso siamo stati capaci di accogliere qui 14mila turisti. Tra loro anche persone note come il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg o l’attore di 007 Pierce Brosnan che hanno constatato come qui nel nostro piccolo lavoriamo tutti bene».
Quindi complanare sì, ma non nel mio giardino?
«“Noi vorremmo la complanare, ma il sindaco dovrebbe puntare al miglior risultato e quindi al percorso alternativo. Non è vero che non si può fare, si può assolutamente prendere in esame un percorso alternativo senza recare danni così elevati a qui chi vive e lavora. Non tagliamo il borgo a metà. E poi, ma qui non ho dati, forse un progetto alternativo costerebbe anche meno e non è disprezzabile anche se paga Società Autostrade. Noi diciamo facciamola, ma facciamola bene e non date la colpa a noi”.
Se si andrà avanti diceva che lei chiude l’acetaia?
«Sì lascerei l’attività e me ne andrei perché tenga anche presente che questa villa è anche aperta. Non per tutti naturalmente, visto che qui ci vivo con la mia famiglia, ma molti possono anche visitarla. Sarà ben meglio avere un reperto liberty ben tenuto piuttosto che un rudere come vedo da varie parti. La verità è che gli interessi politici hanno preso il sopravvento ».
Stefano Luppi
