Banda di ladri di bici scoperta dalla Polizia: 7 arresti
La banda ha commesso una serie di furti aggravati continuati in garages e negozi di biciclette in Emilia-Romagna, colpita anche la provincia di Modena
FERRARA Le loro specialità erano i negozi di biciclette costose e i garage. In tre mesi avevano messo a segno 49 colpi, spostandosi in gran parte dell’Emilia Romagna su grosse auto rubate, riuscendo in una sola notte a compiere anche una decina di razzie a distanza di diversi chilometri l’una dall’altra. I loro obiettivi spaziavano da Bologna a Reggio Emilia, da Modena a Forlì Cesena e fino a Verona, ma era a Ferrara - in due garage - che si trovavano le loro basi di ricettazione, dove nascondere la refurtiva per poi consegnarla, smontata, ai corrieri che la portavano a Est. Ed è da Ferrara che l’indagine, coordinata dalla procura di Bologna, è decollata fino ad approdare, mercoledì, all’esecuzione di sette ordinanze di custodia cautelare in carcere, notificate a casa o direttamente in prigione ad altrettanti cittadini ucraini e moldavi, quasi tutti irregolari e già conosciuti alle forze dell’ordine. A capo della banda c’era Vitlie Uniuc, moldavo di 27 anni, detto Vitalik. Era lui a scegliere gli obiettivi, a compiere i sopralluoghi e reclutare la “manovalanza”. Suo braccio destro, Sergiu Sava, moldavo di 22 anni, detto Seriojka, incensurato, era incaricato di trasportare la refurtiva nel “deposito” dove viveva Maksym “Max” Myloslavskyi, ucraino di 28 anni, il custode della banda. Ricoprivano invece il ruolo di “soldato” da reclutare per i colpi Vasile Mocanu, moldavo di 25 anni e Dmytro Shutiak, ucraino di 27 anni detto “Demon”, mentre gli ultimi due componenti, Ruslan Zaparaniuk, ucraino di 44 anni detto “Russik”, e Spiridon Chise, moldavo di 26 anni detto “Spiru” avevano la disponibilità dell’alloggio di corso Piave. Le indagini hanno anche permesso di recuperare e riconsegnare ai proprietari 5 auto rubate e 14 bici, queste ultime sono parte di quelle “pescate” nel negozio di Savignano il 12 aprile. La banda aveva accumulato un bottino di circa 100mila euro. Per quel che riguarda le rivendite, la banda era diventata abile a eludere i sistemi di sorveglianza. A Savignano, da Culture Velò, avevano rubato diverse bici con un uncino assicurato a una corda calata dal lucernario. In quell’occasione avevano rimediato 20mila euro di bottino.
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