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L’ANGOLO E IL PROFUGO “SFRATTATO” PER LE DONNE 

«Non siamo aguzzini, ci sono delle regole»

«Non siamo degli aguzzini e il signor Diallo Mamadou era stato avvisato varie volte e doveva attenersi a rispettare le regole, che non facciamo noi, come tutti gli altri richiedenti asilo». Alberto...

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«Non siamo degli aguzzini e il signor Diallo Mamadou era stato avvisato varie volte e doveva attenersi a rispettare le regole, che non facciamo noi, come tutti gli altri richiedenti asilo». Alberto Garretto - presidente della cooperativa l’Angolo che nel Modenese tra città e provincia gestisce poco meno di 300 richiedenti asilo in una quindicina di strutture - torna sul tema della protesta di una trentina di ragazzi che anche ieri mattina come il giorno prima si sono ritrovati a protestare davanti alla Prefettura. Il motivo è la solidarietà verso appunto il ventenne Diallo che ha ricevuto un foglio di via e ha dovuto lasciare la strutture perché portava “donne nella sua camera”. Continua Garretto: “Il ragazzo è stato espulso dopo vari richiami e ora potrà presentare ogni reclamo. Non si butta fuori nessuno per una semplice marachella. Il fatto è che abbiamo delle regole che ci detta lo Stato e noi siamo tenuti a farle rispettare. Tra esse anche quella di non portare fidanzate o amici vari dentro le strutture. Parliamo infatti di accoglienza e non di una vacanza, quindi serve una autorizzazione per introdurre altre persone nelle zone gestite dagli operatori”. Il capo dell’Angolo tiene anche a ricordare che “Vogliamo evitare il caos che si verrebbe a creare se non avessimo regole, e tutti dobbiamo capirlo. Tra l’altro mi pare di poter dire che fare schiamazzi in questo senso non sia la strada migliore”. Infine un ultimo punto: “Dire che non garantiamo servizi come fa questo ragazzo è lesivo nei confronti della collettività e verso gli operatori della cooperativa che peraltro riceve le visite periodiche della Prefettura. Qualche operatore è in ferie visto che siamo a metà agosto, ma il nostro servizio è assolutamente garantito. Ma non si può fare quel che si vuole anche se umanamente mi dispiace per il giovane”. (s.l.)

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