Gazzetta di Modena

Modena

Paladino, altro bonus di 4 mesi per il cavallo alla Manifattura

Paladino, altro bonus di 4 mesi per il cavallo alla Manifattura

Mazzoli lascia l’opera alla Manifattura fino a fine anno: «Poi o lo compra il Comune per 300 mila euro o lo riprendo»

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. I modenesi potranno beneficiare ancora per altri quattro mesi della visione del cavallo di Mimmo Paladino, che adorna da un paio d’anni la piazzetta al fianco dell’ex Manifattura. Ma occorrerà decidere in fretta perché, spiega il gallerista Emilio Mazzoli che ne detiene la proprietà, «Alla fine dell’anno non ci sarà alcuna nuova proroga dell’opera: a giugno abbiamo rinnovato il comodato gratuito con il Comune e ora occorre decidere se lo vogliono comprare oppure no».

Il noto gallerista modenese - fondatore insieme ad Achille Bonito Oliva del movimento della Transavanguardia - ha anche stabilito il valore economico del Cavallo di Paladino che ha trasformato spazio a fianco dell’ex Manifattura in una apprezzata piazza metafisica.

«Costa 300mila euro - dice Mazzoli - compresa l’Iva e si tenga presente che è il prezzo di costo comprendente appena il cachet di un noto artista internazionale come Paladino e il tanto bronzo usato per l’opera. Io non ci guadagno nulla». Sarebbe l’occasione per la città nella quale ogni anno se ne vanno milioni per mostre e iniziative non sempre all’altezza, per divenire proprietaria di un’opera inedita di alto valore anche dal punto di vista dell’arredo urbano. «Io finora - prosegue Mazzoli - non ho ricevuto alcuna proposta (mesi fa il sindaco Muzzarelli aveva invitato aziende o privati della città a farsi avanti per un eventuale acquisto, ndr.) dal Comune per l’acquisto. Se non la vogliono, me lo dicano chiaramente e così vedrò se tenerla o venderla a qualcuno. Io penso sinceramente sarebbe un vero affare per la nostra città e per tutti i suoi cittadini, visto anche che il prezzo è un vero affare da ogni punto di vista. Il bronzo utilizzato è stato davvero molto e quindi dalla cifra indicata non si potrà scendere». Se non è un ultimatum, quello di Mazzoli, poco ci manca, anche se va detto che la nostra città ha beneficiato di molto tempo per poter decidere. L’opera dell’artista campano - uno dei capostipiti della Transavanguardia appunto - è stata commissionata in occasione di una mostra del 2015 allo spazio Mata. Insomma i tempi per decidere ci sono stati, ma in tema culturale Modena negli ultimi tempi non è particolarmente veloce nel decidere. Del resto siamo pur sempre la città che un’opera site specific, sempre di Paladino, come la copertura colorata della Ghirlandina l’ha chiusa in un magazzino.

«Sono sicuro - continua Emilio Mazzoli - che tante persone vorrebbero mantenere l’opera al fianco della Manifattura in centro a Modena. Invito a vedere i prezzi dei lavori di questo artista e del resto penso alle cifre spese per un lavoro come il Grappolo d’uva che c’è nella rotonda lungo tra Vignolese e Nuova Estense, una sorta di reclame o gadget invece che una vera e propria opera d’arte come in questo caso». Il gallerista ci tiene a spiegare la sua posizione che probabilmente tanti condividono: «Le sculture di artisti internazionali non si comprano a poco prezzo, pensiamo ad esempio a Richard Serra nella vicina Reggio. A Modena devono pensare ad amare la città e ci sono delle regole ben precise: il mio invito è occuparsi di acquisire opere di arte contemporanea di artisti che guardano avanti. Occorre tenere infine presente che a suo tempo abbiamo studiato il luogo dove collocare il cavallo».

Michele Fuoco

e Stefano Luppi
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google