Sottopasso Benfra alle ultime battute
Dopo 13 anni, tre appalti e rinvii l’opera pronta a ottobre Manca la parte del cavalcavia di competenza dei privati
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La prima parte di quel cantiere è stata abbandonata nel 2004.
Da allora il sottopassaggio dell’ex Benfra (la fabbrica demolita alla Crocetta dove si costruivano le migliori ruspe del mondo) è diventata un cantiere infinito. Le procedure sono andate avanti a singhiozzo anche perchè i privati che volevano costruire su quell’area si sono affrettati a costruire i condomini promettendo un collegamento diretto con via Ferrari, viale Reiter e quindi un accesso sicuro e vicino nel centro storico. Peccato che poi quegli impegni non siano stati rispettati.
Tredici anni più tardi, tre elezioni amministrative in mezzo, dopo una serie infinita di rinvii, tre appalti e due cessioni di cantieri a ditte subentrate, dovrebbe essere la volta definitiva per offrire al quartiere e alla città una viabilità diretta verso il centro, evitando le strozzature del cavalcavia della Maserati.
Da via Cuboni e via Graziani i residenti della Crocetta hanno dovuto fare i conti sinora con gli acquitrini e le paludi che si erano formate nel frattempo, talmente larghe nelle basi del cantiere mai finito da aver creato un isolotto con canneti dove si fermavano gli uccelli migratori al cambio delle stagioni; ora resta solo qualche zolla di quell’oasi naturalistica, nel vano del tunnel finalmente completato.
Dalla parte di via Paolo Ferrari, nascosto dai grattacieli di fronte alla Maserati, sbucano dall’area di cantiere colonne e tettoia bianco-azzurre che dovrebero essere la protezione del futuro ascensore. Ma è l’ultimo dei problemi, intanto si tirano su le strutture di cemento, poi si vedrà con il prossimo appalto se ci sono i soldi per gli elevatori. Nel frattempo i 570 mila euro in carico al Comune sono stati spesi per effettuare gli scavi, creare una doppia rampa per garantire una pendenza del 4% che permetta ai disabili l’accesso con le carrozzine, completati i lavori per il tunnel, rinforzate le parti sotto i binari.
«I lavori che competevano al Comune sono stati finiti - spiega il responsabile amministrativo del Lavori Pubblici, Nabil El Ahmadiè - È vero che è stata un’opera pubblica molto sofferta, ma ci sono state difficoltà tecniche e legali di ogni tipo». L’elenco sarebbe un utile compendio che farebbe felice un legale specializzato in diritto amministrativo. Dopo promesse e rinvii dei politici di turno si arriva all’appalto dove si presenta una sola ditta, la cooperativa Cet. Giusto il tempo di vincere la gara e poi l’appalto cambia mano due volte di mano. Nel frattempo la società immobiliare Azzurra, proprietaria dell’area, resta alla finestra e non completa la sua parte del cavalcavia appena abbozzata. E ora? Due settimane di lavori con la Coop Muratori di Soliera in trincea per completare i lavori di consolidamento antisismico entro agosto. In tutto 40 mila euro. Se non ci sono altri inghippi i lavori saranno completati per fine ottobre.
Saverio Cioce
Da allora il sottopassaggio dell’ex Benfra (la fabbrica demolita alla Crocetta dove si costruivano le migliori ruspe del mondo) è diventata un cantiere infinito. Le procedure sono andate avanti a singhiozzo anche perchè i privati che volevano costruire su quell’area si sono affrettati a costruire i condomini promettendo un collegamento diretto con via Ferrari, viale Reiter e quindi un accesso sicuro e vicino nel centro storico. Peccato che poi quegli impegni non siano stati rispettati.
Tredici anni più tardi, tre elezioni amministrative in mezzo, dopo una serie infinita di rinvii, tre appalti e due cessioni di cantieri a ditte subentrate, dovrebbe essere la volta definitiva per offrire al quartiere e alla città una viabilità diretta verso il centro, evitando le strozzature del cavalcavia della Maserati.
Da via Cuboni e via Graziani i residenti della Crocetta hanno dovuto fare i conti sinora con gli acquitrini e le paludi che si erano formate nel frattempo, talmente larghe nelle basi del cantiere mai finito da aver creato un isolotto con canneti dove si fermavano gli uccelli migratori al cambio delle stagioni; ora resta solo qualche zolla di quell’oasi naturalistica, nel vano del tunnel finalmente completato.
Dalla parte di via Paolo Ferrari, nascosto dai grattacieli di fronte alla Maserati, sbucano dall’area di cantiere colonne e tettoia bianco-azzurre che dovrebero essere la protezione del futuro ascensore. Ma è l’ultimo dei problemi, intanto si tirano su le strutture di cemento, poi si vedrà con il prossimo appalto se ci sono i soldi per gli elevatori. Nel frattempo i 570 mila euro in carico al Comune sono stati spesi per effettuare gli scavi, creare una doppia rampa per garantire una pendenza del 4% che permetta ai disabili l’accesso con le carrozzine, completati i lavori per il tunnel, rinforzate le parti sotto i binari.
«I lavori che competevano al Comune sono stati finiti - spiega il responsabile amministrativo del Lavori Pubblici, Nabil El Ahmadiè - È vero che è stata un’opera pubblica molto sofferta, ma ci sono state difficoltà tecniche e legali di ogni tipo». L’elenco sarebbe un utile compendio che farebbe felice un legale specializzato in diritto amministrativo. Dopo promesse e rinvii dei politici di turno si arriva all’appalto dove si presenta una sola ditta, la cooperativa Cet. Giusto il tempo di vincere la gara e poi l’appalto cambia mano due volte di mano. Nel frattempo la società immobiliare Azzurra, proprietaria dell’area, resta alla finestra e non completa la sua parte del cavalcavia appena abbozzata. E ora? Due settimane di lavori con la Coop Muratori di Soliera in trincea per completare i lavori di consolidamento antisismico entro agosto. In tutto 40 mila euro. Se non ci sono altri inghippi i lavori saranno completati per fine ottobre.
Saverio Cioce
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