Terziario in ripresa, l’occupazione fatica
Gandolfi (Confcommercio): «Segnali di svolta positiva, ma servono politiche fiscali e di investimento»
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Il terziario in provincia di Modena tiene nel primo semestre, recuperando in gran parte il numero di imprese che erano andate perse nei primi mesi dell'anno, grazie alle performance positive della ristorazione e delle attività di intermediazione immobiliare. Ma la notizia più rilevante è che il commercio al dettaglio inverte la tendenza registrata nel primi tre mesi, chiudendo il semestre con il segno più.
Sono quindi considerate positive le notizie che emergono dall'analisi effettuata dall'ufficio studi di Confcommercio Modena sugli ultimi dati rilevati da Infocamere e su un campione di circa 2mila 300 aziende associate con servizio paghe che operano nella provincia.
Da questa analisi emerge dunque come il numero totale delle imprese attive nel terziario in provincia sia passato, da gennaio a fine giugno, da 16mila 257 a 16mila 270 unità.
Sul fronte occupazionale, dopo una lieve impennata dovuta all'utilizzo dei contratti in alternativa ai voucher, il quadro si è stabilizzato e non si intravedono segnali di crescita.
COMMERCIO AL DETTAGLIO Venendo ai numeri dei settori considerati, il commercio al dettaglio in sede fissa ed ambulante in provincia guadagna 8 unità nei primi sei mesi e le imprese attive nel territorio modenese passano quindi da 6mila 609 di gennaio a 6mila 617. Una tendenza positiva, che, stando ai primi dati ufficiosi di luglio, sarebbe destinata a consolidarsi.
BAR e RISTORANTI. Cresce, in modo più deciso rispetto al primo trimestre, il comparto della ristorazione, dove il numero di imprese passa da 3mila 589 a 3mila 625 unità (+36).
L'incremento si deve, in particolare, alla performance sulla città capoluogo, dove le imprese sono passate da 1.073 a 1.087, soprattutto grazie agli effetti positivi generati da Modena Park.
MEDIATORI IMMOBILIARI.
Continua ad essere buono l'andamento del comparto delle attività di intermediazione immobiliare, che guadagna 27 imprese: la relativa consistenza numerica passa da 3mila 48 a 3 mila 75 unità.
OCCUPAZIONE Da segnalare, inoltre, come ad un incremento, seppur lieve, del numero di imprese attive, non sia corrisposto un aumento degli occupati: sul panel di 2.300 imprese associate, a fronte di 1.975 assunzioni, ci sono state nel primo semestre 1.962 cessazioni.
Su tale fronte, sarà interessante verificare, nei prossimi mesi, che effetto ha avuto l'introduzione del contratto occasionale in sostituzione dei voucher.
L’ANALISI. «Nel secondo trimestre- commenta Massimo Gandolfi, direttore generale di Confcommercio Modena - c'è stata una svolta, seppur molto timida, in particolare nel settore del commercio al dettaglio: ci aspettiamo, dalla manovra a livello nazionale, così come dalle politiche fiscali e di investimento sul piano locale, che vengano messi in campo strumenti utili ad alimentare i segnali di vitalità delle piccole e medie imprese modenesi del commercio, turismo, artigianato e dei servizi».
«È evidente a tutti- aggiunge Gandolfi- che il livello di pressione fiscale in italia, ormai stabile al 43%, è insostenibile per il nostro sistema produttivo».
«Infine - conclude Confcommercio - speriamo che questo sia l'anno buono per far partire, finalmente, le gare sui servizi delle multiutility e che, dalla sana concorrenza che ne dovrebbe discendere, possano esserci ricadute positive per le imprese e le famiglie modenesi, in particolare sui costi esorbitanti della gestione dei rifiuti».
Sono quindi considerate positive le notizie che emergono dall'analisi effettuata dall'ufficio studi di Confcommercio Modena sugli ultimi dati rilevati da Infocamere e su un campione di circa 2mila 300 aziende associate con servizio paghe che operano nella provincia.
Da questa analisi emerge dunque come il numero totale delle imprese attive nel terziario in provincia sia passato, da gennaio a fine giugno, da 16mila 257 a 16mila 270 unità.
Sul fronte occupazionale, dopo una lieve impennata dovuta all'utilizzo dei contratti in alternativa ai voucher, il quadro si è stabilizzato e non si intravedono segnali di crescita.
COMMERCIO AL DETTAGLIO Venendo ai numeri dei settori considerati, il commercio al dettaglio in sede fissa ed ambulante in provincia guadagna 8 unità nei primi sei mesi e le imprese attive nel territorio modenese passano quindi da 6mila 609 di gennaio a 6mila 617. Una tendenza positiva, che, stando ai primi dati ufficiosi di luglio, sarebbe destinata a consolidarsi.
BAR e RISTORANTI. Cresce, in modo più deciso rispetto al primo trimestre, il comparto della ristorazione, dove il numero di imprese passa da 3mila 589 a 3mila 625 unità (+36).
L'incremento si deve, in particolare, alla performance sulla città capoluogo, dove le imprese sono passate da 1.073 a 1.087, soprattutto grazie agli effetti positivi generati da Modena Park.
MEDIATORI IMMOBILIARI.
Continua ad essere buono l'andamento del comparto delle attività di intermediazione immobiliare, che guadagna 27 imprese: la relativa consistenza numerica passa da 3mila 48 a 3 mila 75 unità.
OCCUPAZIONE Da segnalare, inoltre, come ad un incremento, seppur lieve, del numero di imprese attive, non sia corrisposto un aumento degli occupati: sul panel di 2.300 imprese associate, a fronte di 1.975 assunzioni, ci sono state nel primo semestre 1.962 cessazioni.
Su tale fronte, sarà interessante verificare, nei prossimi mesi, che effetto ha avuto l'introduzione del contratto occasionale in sostituzione dei voucher.
L’ANALISI. «Nel secondo trimestre- commenta Massimo Gandolfi, direttore generale di Confcommercio Modena - c'è stata una svolta, seppur molto timida, in particolare nel settore del commercio al dettaglio: ci aspettiamo, dalla manovra a livello nazionale, così come dalle politiche fiscali e di investimento sul piano locale, che vengano messi in campo strumenti utili ad alimentare i segnali di vitalità delle piccole e medie imprese modenesi del commercio, turismo, artigianato e dei servizi».
«È evidente a tutti- aggiunge Gandolfi- che il livello di pressione fiscale in italia, ormai stabile al 43%, è insostenibile per il nostro sistema produttivo».
«Infine - conclude Confcommercio - speriamo che questo sia l'anno buono per far partire, finalmente, le gare sui servizi delle multiutility e che, dalla sana concorrenza che ne dovrebbe discendere, possano esserci ricadute positive per le imprese e le famiglie modenesi, in particolare sui costi esorbitanti della gestione dei rifiuti».
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