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Incendio di Trentino: inchiesta farà chiarezza

Incendio di Trentino: inchiesta farà chiarezza

FANANO. È rimasto ancora il presidio di Protezione civile stanotte a Trentino per accertarsi che le correnti d’aria non portassero a un colpo di coda del maxi incendio che mercoledì ha travolto quasi...

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FANANO. È rimasto ancora il presidio di Protezione civile stanotte a Trentino per accertarsi che le correnti d’aria non portassero a un colpo di coda del maxi incendio che mercoledì ha travolto quasi 20 ettari di terreno, di cui 8 a bosco. Ieri a mezzogiorno i vigili del fuoco hanno lasciato la postazione pur rimanendo sempre in contatto con i volontari. Ma il quadro già la notte prima era rimasto tranquillo: nessun allarme per i volontari dell’Avap di Montecreto (sul posto il presidente Marco Biolchini) che hanno garantito la vigilanza. I danni sono rimasti limitati a uno stallino compromesso in via Cà Nicolò e alla piscina semidistrutta nella casa vacanze “Il Sentiero”.

Mentre procede la bonifica, i carabinieri forestali di Sestola stanno svolgendo le indagini per cercare di capire cos’è accaduto, a fronte del fascicolo aperto dalla Procura, per ora contro ignoti, che lascia aperta sia l’ipotesi dolosa che quella colposa. Ma il quadro sembra diverso da quello di Valdalbero. Lì una settimana fa l’incendio che ha distrutto 37 ettari è partito ai lati della strada provinciale, potendo quindi essere benissimo originato dal classico mozzicone o anche dalla marmitta di un’auto fermatasi a bordo strada, magari per telefonare prima della galleria di Strettara (col secco che c’è, a Montese nei gironi scorsi un piccolo incendio è partito dalla scintilla di una macchina per rastrellare il fieno, che ha colpito un sasso). Qui invece tutto è iniziato dalla zona della Rovina, non raggiungibile facilmente e del tutto incolta, dove dunque ci vuole un motivo per andare. Potrebbe essere stato un escursionista maldestro, o qualcuno che l’ha fatto apposta.

Piuttosto difficile quindi pensare a un piromane unico dietro ai due episodi, proprio per il contesto d'azione del tutto differente. Di certo a memoria d'uomo non si erano mai visti nell'Appennino modenese 57 ettari in fumo in una settimana.

Daniele Montanari

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